Razzie a parrucchieri, sos delle associazioni di categoria

Cna e Confcommercio: i prodotti rubati sono rivenduti a saloni abusivi

REGGIO EMILIA – Cna e Confcommercio Reggio Emilia lanciano l’allarme per la banda di ladri che nelle ultime settimane ha preso di mira i saloni dei parrucchieri della provincia colpendo senza freni. Il timore delle associazioni e’ che possa trattarsi di furti su commissione o per rifornire un mercato illegale, parallelo a quello ufficiale. Di solito, infatti, vengono rubati attrezzature e prodotti specifici.

Alessandra Spaggiari, presidente Cna Benessere e Sanita’ e titolare del salone Hair Junior, che ha subito un furto con danni di migliaia di euro nella notte di venerdi’ scorso sottolinea infatti: “Nel mio salone in viale Regina Elena hanno portato via anche una micro telecamera per l’analisi del cuoio capelluto. E’ gente che conosce i prodotti ed evidentemente sa a chi rivenderli”.

Soldi “ne trovano pochi- continua Spaggiari- anche perche’ oggi molti clienti non pagano piu’ in contante ma con carta o bancomat. La sensazione e’ che il settore sia stato preso di mira per la facilita’ di accesso ai negozi e per le attrezzature facilmente trasferibili. Da un’estetista sarebbe probabilmente piu’ complesso perche’ le attrezzature di valore (lettini, macchinari per trattamenti specifici) sono molto grandi oppure semplicemente perche’ al momento il settore e’ meno appetibile”.

Anche per Donatella Prampolini Manzini, presidente di Confcommercio, “significa che c’e’ un mercato sommerso di rivendita dei prodotti e delle attrezzature rubate, che vengono probabilmente ricettati da parrucchieri completamente abusivi che non potrebbero accedere all’acquisto legale di prodotti professionali”. In questo caso, dice la presidente, “la miglior arma sono i consumatori, perche’ solo loro possono bloccare questo circuito. Occorre evitare i parrucchieri abusivi, sia perche’ e’ illegale, sia perche’ vi sono rischi per la salute”.

Cosi’ come, conclude Prampolini, “occorre diffidare di prezzi completamente fuori mercato: chi lavora in maniera corretta ha dei costi legati alla sicurezza e non solo, che devono far alzare le antenne quando si vedono proposte palesemente sottocosto”.