Inceneritore di Parma, Tutino: “No a passi indietro”

L'assessore della giunta Vecchi: "Variazioni di quantità di rifiuti smaltiti da condividere a livello si bacino, non con la sola Parma"

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REGGIO EMILIA – La possibile revisione del limite massimo di rifiuti previsto per l’inceneritore di Parma (130.000 tonnellate all’anno) mette in guardia anche Reggio Emilia, che invia nell’impianto d’oltre Enza una parte rilevante della spazzatura da smaltire. Dopo il sindaco della citta’ ducale Federico Pizzarotti, che si e’ detto contrario alle modifiche della convenzione scaduta tra Iren e Regione, e’ l’assessore reggiano Mirko Tutino a chiedere di poter discutere su ogni eventuale decisione.

“Qualsiasi intervento sulla quantita’ di rifiuti ammessa nell’impianto – soprattutto se dovesse essere diversa da quanto consentito dalla legge – avra’ ripercussione sulle tariffe di tutto il bacino”, afferma l’assessore. “E credo che, parimenti, il punto di equilibrio tra la gestione di un impianto esistente e la garanzia che sul piano ambientale non ci siano peggioramenti rispetto a quanto gia’ autorizzato, debba essere il frutto di un confronto che riguarda tutto il bacino di riferimento e non solo la citta’ di Parma”.

Le “programmazioni provinciali – ricorda poi Tutino – sono state superate da un unico piano regionale, che si e’ posto come obiettivo la gestione dei rifiuti urbani e speciali del nostro territorio. Questo passaggio, dovuto a questa Giunta regionale, e’ stato positivo perche’ ha evitato il sovradimensionamento degli impianti previsto inizialmente ed ha portato benefici sia sul piano ambientale che su quello dei costi”. Ora pero’, chiude l’esponente della giunta di Luca Vecchi, “confidiamo che su questo non si facciano passi indietro e chiediamo di essere coinvolti in qualsiasi decisione”.

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