Ferrarini, ritardi nei pagamenti degli stipendi per 800 lavoratori

Devono ancora ricevere la paga di maggio. Velotti (Cgil): "Sappiamo che l'azienda sta trattando con un partner industriale. Abbiamo scritto al ministero del lavoro per un incontro. Fondamentale salvaguardare i livelli occupazionali"

REGGIO EMILIA – Gli 800 lavoratori della Ferrarini non hanno ancora ricevuto gli stipendi di maggio. E’ uno degli effetti della crisi finanziaria che sta attraversando il gruppo alimentare reggiano. Nell’ultimo bilancio disponibile della Società agricola Ferrarini, quello del 2015, i debiti finanziari (verso le banche e altre società del gruppo, più il bond da 30 milioni) sono pari ai ricavi (170 milioni circa). Allargando lo sguardo al gruppo, nel suo totale, il fatturato del 2017 è di 335 milioni di euro, ma l’indebitamento bancario complessivo è di 250 milioni circa.

Nei giorni scorsi i due fondi Italmobiliare e QuattroR, che erano interessati ad acquisire Ferrarini, hanno reso noto di aver ricevuto ieri dai soci del gruppo una dichiarazione unilaterale di interruzione delle trattative in corso. Si era diffusa anche la voce di un interessamento di Amadori, ma l’azienda romagnola ha smentito seccamente l’ipotesi di un’acquisizione del gruppo reggiano.

Giovanni Velotti, sindacalista della Flai Cgil, è preoccupato: “Ad oggi gli ottocento lavoratori del salumificio Ferrarini devono ancora ricevere gli stipendi di maggio. L’azienda, che non aveva mai avuto problemi nei pagamenti dei dipendenti, da dicembre ha iniziato ad accumulare qualche giorno di ritardo. Di solito loro pagano il 12 del mese successivo. Gli stipendi di maggio, che dovevano arrivare il 12 giugno, non sono mai stati accreditati. L’azienda ha detto che i soldi arriveranno all’inizio della prossima settimana. Speriamo bene”.

Continua Velotti: “Questa è un’azienda che lavora, fa fatturato e con un marchio molto forte è importante. Il problema è di natura finanziaria. L’azienda aveva fissato un incontro con i sindacati per gli inizi di giugno, ma è stato sconvocato. Il 25 giugno scorso abbiamo mandato una lettera al ministero del Lavoro chiedendo un incontro a Di Maio”.

E aggiunge: “L’azienda sta trattando con un partner industriale, ma non sappiamo chi sia. Abbiamo un incontro con l’azienda il 20 luglio: speriamo che lì emergano delle novità. Per noi è anche complicato intervenire perché a Reggio non abbiamo mai avuto agibilità sindacale. Piano piano stiamo costruendo una rappresentanza sindacale adesso dentro l’azienda”.

Conclude il sindacalista: “La famiglia Ferrarini ci ha fatto una bella impressione. Ci tengono ai loro dipendenti e, forse, la trattativa con i fondi non è andata a buon fine perché la famiglia aveva paura di ripercussioni sull’occupazione. Che, ovviamente, è quello che interessa anche a noi. Un nuovo socio dovrà salvaguardare i livelli occupazionali e fare investimenti”.