Crisi Ferrarini, si va verso il concordato preventivo

L'azienda ha depositato in tribunale la richiesta: permetterebbe di congelare per quattro mesi i debiti e di lavorare ad un piano di ristrutturazione

REGGIO EMILIA – C’e’ un nuovo sviluppo nella vicenda della crisi del colosso alimentare Ferrarini. L’azienda ha infatti depositato in tribunale a Reggio Emilia una richiesta di concordato preventivo cosiddetto “in bianco”, strumento giuridico che permetterebbe di congelare per quattro mesi i debiti (che a fine 2017 risultavano intorno ai 250 milioni) e lavorare ad un piano di ristrutturazione. Realtà che ricorsero a questo strumento nella nostra provincia sono quelle di Coopsette e Unieco.

Il tutto in attesa del tavolo di crisi nazionale, convocato per il prossimo 2 agosto al ministero dello Sviluppo economico. La situazione resta comunque seria. I pagamenti degli 800 dipendenti reggiani sono fermi al 60% dell’importo totale per quel che riguarda il mese di maggio, mentre il mese di giugno non e’ stato pagato. A Parma il dovuto e’ stato versato solo dopo uno sciopero.

Un tasto su cui la Lega torna a battere: “La Regione Emilia-Romagna alzi la voce sulla crisi della Ferrarini e difenda veramente il suo territorio affinche’ non sia lasciato solo nessuno, dai lavoratori ai tanti creditori”, dicono i consiglieri regionali del Carroccio Fabio Rainieri e Gabriele Delmonte. “Da quando siamo intervenuti con un’interrogazione alla giunta regionale a inizio mese sono cambiate alcune cose, ma i problemi di liquidita’ si sono addirittura aggravati e permane troppa incertezza sul futuro di questo importante gruppo dell’alimentare italiano”. In questo contesto, concludono i leghisti, “l’amministrazione guidata da Stefano Bonaccini non ha fino ad ora brillato per attivismo”.

Intanto mercoledì è confermato l’incontro tra i sindacati e tutti di dipendenti della sede di Reggio alle 18 al teatro di Rivalta mentre a Langhirano è fissato per le 14.15 nella sede dell’ azienda.