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Comune, siglato un protocollo sull’housing sociale

Vecchi: "In questi anni investiti 10 milioni e recuperati 450 alloggi

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REGGIO EMILIA – Un investimento, non solo economico, “sui beni immobili pubblici e, prima ancora, sulle persone”. Il diritto alla casa, scrive il Comune di Reggio Emilia, “si conferma al vertice delle politiche e delle scelte strategiche dell’amministrazione e dei sindacati Cgil, Cisl, Uil, Sunia e Sicet, che hanno messo a punto un Protocollo d’intesa per l’Agenda 2020 dell’Housing sociale”.

Il documento, firmato oggi dal sindaco Luca Vecchi e dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali, alla presenza del vicesindaco con delega al Welfare, Matteo Sassi, “definisce alcune linee strategiche per i prossimi anni, muovendo da un’analisi socio-demografica, dell’offerta abitativa, del quadro degli investimenti programmati e delle condizioni del patrimonio edilizio di alloggi Erp ed Ers a Reggio Emilia”. Questo, spiega il Comune, con l’obiettivo di “incrementare la sostenibilita’ economica, gestionale e patrimoniale dell’edilizia residenziale pubblica e sociale”.

Da parte sua, Vecchi afferma che il documento “ha un duplice valore” in primis quello di “rendicontare quanto fatto nel corso del mandato, in cui abbiamo destinato 10 milioni di euro di investimenti al patrimonio di edilizia residenziale pubblica, con un impegno del Comune per quasi tre milioni anche per le manutenzioni straordinarie e il recupero del patrimonio pubblico, che hanno consentito di recuperare circa 450 alloggi poi consegnati a nuovi inquilini”.

Il secondo, prosegue il sindaco, e’ “quello di guardare ai prossimi tempi con una prospettiva chiara e programmabile, proporre nuove azioni e confermare azioni e progetti che hanno gia’ avuto esiti positivi”, perche’ “la casa e’ un diritto”.

Sassi, invece, pone l’accento sul fatto che “assicurare il diritto alla casa significa combattere la poverta’ infantile e minorile”, aggiungendo che “i dati ci dicono che negli anni della crisi e’ cresciuto sensibilmente il numero di under 14 residenti in alloggi Ers”.

Questo approccio alle politiche per la casa in anni di crisi, tira le somme il vicesindaco, “e’ stato determinante e resta necessario a fronte di fragilita’ sociali che rischiano di diventare croniche”. Nel 2018, numeri alla mano, “i residenti nell’offerta abitativa pubblica e sociale sono 5.317 (+16% rispetto al 2011), pari al 3,1% della popolazione residente a Reggio Emilia”, e “cresce sensibilmente il tasso di occupazione degli alloggi che all’1 gennaio 2018 e’ pari al 91,1%”. Infine, evidenzia il Comune, “l’analisi della composizione demografica dei residenti nel patrimonio residenziale pubblico” mostra, dal 2011, “un incremento della fascia under 14 (+21,5%) e under 25 (+35%) e una sostanziale stabilita’ degli over 65 (-2,7%)”.

E rispetto agli investimenti nel periodo 2015-2018, Sassi sottolinea che “il patrimonio edilizio pubblico ha ricevuto risorse per oltre 10 milioni, grazie alla collaborazione con Acer Reggio Emilia, che non solo ha sempre piu’ assunto il ruolo di agenzia tecnica e operativa”, ma ha anche “confermato il ruolo strategico costituito dalla presenza di una azienda pubblica nella gestione del patrimonio di Edilizia residenziale sociale”.
I rappresentanti sindacali, infine, evidenziano “l’importanza e l’efficacia delle azioni di recupero edilizio, con immobili finalmente rioccupati da circa 800 nuovi abitanti”, e delle azioni di mediazione sociale, con “esiti positivi nel recupero delle morosita’ degli affitti, ma soprattutto delle bollette delle utenze e nella convivenza negli edifici pubblici”.

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