Asili, taglio delle rette di 400 euro l’anno per mille famiglie

Coinvolge 11 delle 13 fasce di contribuzione Isee. Vecchi: "Se governo conferma finanziamento 0-6 anni si replica"

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REGGIO EMILIA – Gli asili nido “piu’ belli del mondo” di Reggio Emilia diventano anche piu’ accessibili, grazie ad un taglio delle rette che comportera’ nel prossimo anno scolastico un risparmio di circa 400 euro per 1.000 famiglie. E’ possibile grazie al finanziamento statale di 1,096 milioni di euro, erogato con la cosiddetta legge sul sistema scolastico “Zero-sei anni”, approvata nel 2017 dallo scorso Governo.

A beneficiare della riduzione sulle rette – che coinvolge 11 delle 13 fasce di contribuzione Isee basate sul reddito previste a Reggio Emilia – saranno tutti i genitori che iscrivono i figli agli asili nido comunali, sia a gestione diretta che convenzionati. Ma, nell’ottica del sostegno al “sistema scolastico integrato” reggiano, una parte delle risorse statali e’ destinato ai contributi alle scuole cattoliche (Fism) e steineriane, frequentate da 80 bambini, con cui e’ stata stipulata una nuova convenzione.

Un’altra quota minore delle risorse aggiuntive disponibili, infine, sara’ utilizzata anche per sostenere l’acquisto di materiale didattico delle scuole d’infanzia statali e comunali. Lo ha deciso il Consiglio di amministrazione dell’Istituzione nidi e scuole di infanzia del Comune, che riceve ogni anno dall’amministrazione contributi per circa 21 milioni, all’esito del confronto con la commissione “Criteri rette”, composta da rappresentanti delle famiglie, insegnanti e operatori dell’ente.

Ad oggi la percentuale di scolarizzazione nella citta’ del Tricolore e’ pari al 44% per gli asili nido e ad oltre il 90% nelle scuole d’infanzia. Il funzionamento dei nidi e’ garantito dalle rette delle famiglie solo per il 25%, mentre le rette “aiutano” le scuole dai tre ai sei anni per il 20%. Il sindaco Luca Vecchi parla di “un provvedimento di portata storica per gli ultimi 10, 15 anni. Lasciamo alle famiglie, pur continuando a garantire l’erogazione dei servizi con la stessa qualita’ consolidata, un risparmio di 400 euro all’anno: non e’ un piccolo ritocco ma un intervento abbastanza strutturale”.

Il sindaco ricorda poi: “Avevamo promesso di non alzare le tasse e non lo abbiamo fatto, non avevamo promesso che le rette sarebbero diminuite, ma abbiamo voluto fare una riflessione coerente con i tempi e con le difficolta’ delle famiglie e cioe’, in presenza di maggiori risorse, non di investire nelle scuole ma andare incontro ai nuclei familiari”.

Vecchi conclude auspicando che “questo provvedimento possa essere applicato anche nei prossimi anni, se i decreti attuativi della legge verranno confermati anche dal nuovo Governo”. Raffaella Curioni, assessore all’Istruzione, evidenzia: “Abbiamo assunto questa decisione in maniera consapevole a partire dai dati demografici della citta’ e pensiamo di andare ad incidere in modo significativo proprio sui redditi delle famiglie che hanno bisogno, considerato che i 1.000 nuclei beneficiari hanno uno o due figli, hanno un mutuo o sono in affitto e non hanno redditi particolarmente alti”.

Curioni rivendica anche il contributo della citta’ alla stesura della legge sullo Zero-sei e la sua appplicazione “con modalita’ reggiana”, perche’ “se la legge chiedeva di usare almeno il 20% per la riduzione della rette, il Comune ha deciso di usarne il 40% e di condividere le risorse con tutto il sistema integrato dell’istruzione”.

L’obiettivo, chiude l’assessore, “e’ rendere gli asili sempre meno un servizio a domanda individuale ma un vero e proprio percorso scolastico ed educativo che parte dagli zero anni”. L’operazione, conclude da parte sua il presidente dell’Istituzione Nando Rinaldi, consente di “garantire qualita’ sostenibilita’ ed equilibrio, ma anche dare migliori risposte alle famiglie reggiane”.

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