Aemilia, fumata grigia della Corte Costituzionale su udienze

I giudici della Consulta si sono riservati di decidere più avanti su una questione che, a detta dei difensori degli imputati, potrebbe invalidare un anno di processo

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REGGIO EMILIA – Fumata grigia oggi a Roma, dove la Corte costituzionale avrebbe dovuto esprimersi sulla legittimita’ dell’ordinanza emessa il 23 maggio del 2017, nell’ambito del processo Aemilia contro la ‘ndrangheta. Con quell’atto il presidente della Corte, Francesco Maria Caruso, ha disposto la prosecuzione delle udienze nel Tribunale di Reggio Emilia nonostante lo sciopero degli avvocati penalisti, a cui i loro assistiti avevano dato il consenso ad aderire.

Il provvedimento e’ stato impugnato da alcuni avvocati difensori a cui la Corte di Cassazione ha dato ragione, ritenendo l’ordinanza illegittima e sentenziando che il processo andava sospeso. Dalla eventuale nullita’ dell’udienza del maggio dell’anno scorso, sarebbe potuto discendere -a detta dei difensori- l’invalidamento di tutte quelle successive fino ad oggi. Era dunque molto attesa la pronuncia della Corte costituzionale a cui Caruso stesso aveva chiesto un parere.

La questione e’ stata discussa in seduta pubblica da alcuni avvocati degli imputati di Aemilia tra cui Luca Andrea Brezigar (firmatario del ricorso in cassazione contro, l’ordinanza, ndr) e Gaetano Pecorella (presidente della Camera penale di Modena). I giudici costituzionali, pero’, si sono riservati di decidere piu’ avanti, con tempi che non sono stati fissati (Fonte Dire).

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