Acqua pubblica, arriva Arca: ok dei sindaci a società mista

Sara' un'azienda a maggioranza pubblica formata per il 60% da Agac Infrastrutture, (societa' dei Comuni reggiani) che la controllera' e un partner privato di minoranza a cui verra' affidata l'operativita' del servizio

REGGIO EMILIA – Si chiamera’ Arca (Azienda reggiana per la cura dell’acqua), la nuova societa’ a capitale misto pubblico e privato a cui sara’ affidata la gestione del servizio idrico integrato nella provincia di Reggio Emilia, gestito ora in proroga da Iren. Sara’ un’azienda a maggioranza pubblica formata per il 60% da Agac Infrastrutture, (societa’ dei Comuni reggiani) che la controllera’ e un partner privato di minoranza a cui verra’ affidata l’operativita’ del servizio.

Atersir (l’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per il servizio idrico e i rifiuti, ambito di Reggio Emilia) sara’ infine il committente pubblico che dovra’ gestire la fase di selezione del partner e regolare la concessione una volta espletato il nuovo affidamento. E’ quanto stabilito dai sindaci reggiani, riuniti nel Consiglio locale della stessa Atersir, che hanno approvato l’atto di indirizzo per l’affidamento del servizio. La decisione e’ un passaggio fondamentale del percorso di confronto avviato dal 2012, dopo l’esito del referendum sull’acqua del 2011. Dopo approfondimenti giuridici gli amministratori del territorio hanno deliberato nel 2015 il modello gestionale con il quale sarebbe stato gestito il servizio idrico integrato.

La definizione del nuovo soggetto di gestione dunque, si legge nell’atto di indirizzo, “arriva dopo quattro anni di un approfondito confronto, che ha coinvolto anche il Forum provinciale per l’Acqua, finalizzato a comprendere i meccanismi che regolano la gestione dell’acqua e a proporre una formula gestionale capace di aumentare il livello di territorialita’ e di controllo pubblico”. I rappresentanti degli enti locali hanno scelto di costituire una societa’ mista, dopo aver escluso l’iniziale ipotesi- fondata su uno studio di fattibilita’- per un affidamento in house, “ritenuto dai sindaci troppo rischioso, per l’incertezza normativa in merito alle possibili ripercussioni dell’indebitamento, intrinseco alla gestione del servizio idrico integrato, sulle finanze degli enti locali stessi”.

Alla struttura della societa’ mista delineata si e’ arrivati invece affidandosi allo studio del gruppo di ricerca coordinato dal professor Giuseppe Caia del dipartimento di Scienze giuridiche dell’Universita’ di Bologna. I sindaci reggiani chiedono pero’ esplicitamente che la nuova societa’ garantisca un controllo sulle tariffe e sugli investimenti, rafforzando a livello locale i ruoli della stessa Atersir e di Arera (Autorita’ per la regolazione di reti, energia e ambiente, organismo nazionale indipendente). “Vogliamo garantire- spiegano gli amministratori- la qualita’ dei livelli di servizi erogati fino ad ora da Agac prima, poi da Enia e Iren, ed anzi proseguire con il suo miglioramento”.

L’atto di indirizzo contiene dunque una richiesta, da parte dei sindaci ad Atersir regionale, affinche’ i servizi essenziali per la gestione dell’acqua restino a Reggio Emilia. In particolare “la progettazione delle reti e degli impianti, il laboratorio per l’analisi delle acque, la ricerca delle perdite, i servizi per l’utenza, il telecontrollo”. Inoltre “garantiremo la tutela dei lavoratori prevedendo un apposito accordo con le organizzazioni sindacali con le quali non e’ mai venuto a meno un dialogo costruttivo”. Arca, all’interno del futuro statuto, adottera’ infine “forme di coinvolgimento della cittadinanza e dell’associazionismo interessato al tema della gestione del sistema idrico integrato”, concludono i primi cittadini.