Inchiesta in val d’Enza, indagata anche la comandante della Municipale

Cristina Caggiati è accusata di abuso d'ufficio, omessa funzione di controllo e falsa certificazione del regolare svolgimento del servizio. La Lega Nord: "Colli e Burani cosa facevano anziché vigilare"

REGGIO EMILIA – La comandante della polizia municipale della Val d’Enza, Cristina Caggiati, è stata indagata per abuso d’ufficio, omessa funzione di controllo e falsa certificazione del regolare svolgimento del servizio, nell’ambito dell’inchiesta che ha visto l’arresto del suo ex vice, Tito Fabbiani e la sospensione per sei mesi di Annalisa Pallai, ispettore capo sempre della municipale della Val d’Enza, convivente di Fabbiani.

La Caggiati è indagata per abuso d’ufficio in concorso con Fabbiani per aver avallato l’acquisto del Suv, una Mazda Cx3, utilizzata dal suo vice a scopo privato.

La Lega Nord: “Colli e Burani cosa facevano anziché vigilare”
Sulla vicenda interviene il consigliere regionale della Lega Nord, Gabriele Delmonte, che scrive: “Ferme restando le eventuali responsabilità del vicecomandante Fabbiani e dell’ispettrice Pallai, sulle quali si esprimerà la magistratura è evidente che dietro alla bufera che sta soffiando sulla Municipale della Val d’Enza si celano indubbie responsabilità, quanto meno politiche, dei vertici dell’Unione medesima, ovvero i primi cittadini di Montecchio, Paolo Colli, e di Cavriago, Paolo Burani, rispettivamente presidente e delegato alla sicurezza dell’Unione, al tempo dei fatti contestati. Dove erano quando venivano compiuti questi abusi presunti? Non si sono mai accorti di nulla? Forse che i vertici di un’Unione che annovera fra i propri obiettivi statutari, oltre all’integrazione tra i Comuni di funzioni come i Servizi sociali, anche la gestione del personale e delle forze di Polizia locale non fossero tenuti a vigilare sull’operato e sulla gestione dei loro dipendenti. Nel merito dell’accusa rivolta a Fabbiani e Pallai e relativa all’utilizzo per scopi privati di un’autovettura Mazda Cx3 vien da chiedersi per quali ragioni Colli e Burani abbiano deliberato l’acquisto da parte dell’Unione dell’auto medesima? Quale doveva essere il suo reale utilizzo, essendo una vettura nell’aspetto assolutamente “civile”? Chi ha vigilato sull’utilizzo di quella macchina? Chi doveva vigilare?” rincara la dose Delmonte. Sono domande dalle cui risposte, qualunque esse siano, emergono evidenti responsabilità politiche da parte degli amministratori dell’Unione, tant’è che viene da chiedersi se non abbiano vigilato benché ne fossero tenuti, e dunque non sapessero niente per negligenza propria, o piuttosto: pur sapendo hanno fatto finta di nulla diventando, di fatto, conniventi coi due agenti della Municipale oggi alla sbarra? Quel che è certo è che depositerò nei prossimi giorni un’interrogazione in consiglio comunale per far chiarezza su una vicenda che, se sul piano della responsabilità oggettiva vede sul banco degli imputati due agenti di Polizia, sul piano della responsabilità politica non può assolvere tutti”.