Studiosi di tutta Italia al Cervi per la Summer school

L’edizione numero 14 si è intitolata “1968-2018. Dalla crisi dell’ordine newdealista all’America di Trump”

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GATTATICO (Reggio Emilia) – Si è conclusa nei locali del Museo Cervi di Gattatico la 14esima edizione della Summer School sugli Stati Uniti, il corso, della durata di quattro giorni, riservato a 24 laureati scelti tramite bando e organizzato dal Cispea grazie al sostegno di Boorea.

L’edizione numero 14 si è intitolata “1968-2018. Dalla crisi dell’ordine newdealista all’America di Trump”, e ha visto tra i suoi partecipanti laureati e specializzandi provenienti da 12 università italiane (e una straniera, la Universidad Autonoma de Barcelona). Il Cispea, Centro Interuniversitario di Storia e Politica Euro-Americana, riunisce i docenti e i dipartimenti di politica, storia e umanistica di 6 università italiane, Bologna, Firenze, Piemonte Orientale, Trieste, Roma Tre e, dal 2018, anche Napoli Federico II. La Summer School sugli Stati Uniti è diretta da Tiziano Bonazzi, il Cispea è diretto da Daniele Fiorentino.

Le lezioni sono state tenute da Raffaella Baritono, Bruno Cartosio, Arnaldo Testi, Marco Mariano, Maurizio Ricciardi, Michele Cento, Federico Romero ed Elisabetta Bini, su temi quali la crisi dell’ordine liberale, il declino del modello fordista, la “white rage”, ovvero il riemergente nazionalismo bianco che ha dato linfa all’avvento di Trump, e altri. Ai 24 corsisti si sono aggiunti 6 ex-alumni, ovvero corsisti delle edizioni passate ammessi ai lavori della Summer School.

Professori e studenti sono stati ricevuti dalla presidente dell’Istituto Cervi Albertina Soliani, che ha aperto i lavori della Summer School sugli USA sottolineando la congruenza tra la natura e gli argomenti trattati dalla scuola e il luogo fortemente simbolico che ne ha ospitato i lavori della nuova edizione.

“Boorea sostiene la Summer School sugli Stati Uniti da 14 anni – ha dichiarato ai partecipanti il presidente della cooperativa Luca Bosi – e continuerà a sostenere iniziative come questa anche nei prossimi anni. Avere un approccio scientifico all’analisi dei problemi e comprendere le dinamiche complesse che caratterizzano le relazioni transatlantiche e tra gli Stati Uniti e il resto del mondo, è coerente con l’internazionalismo di Boorea e delle cooperative emiliane, ed è anche utile a evitare il rischio di cadere in banalizzazioni che possono condizionare negativamente le scelte di tutti i giorni, sia nella vita lavorativa e di impresa che nell’agire politico e sociale”.

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