Stu Reggiane entra in Rei con 200mila euro

Perdita "cartolare" nel 2017 di 5,3 milioni di euro. Nel piano economico finanziario, invece, "non si evidenzia nessun problema" fino al 2022

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REGGIO EMILIA – Stu Reggiane, societa’ di trasformazione urbana formata dal Comune di Reggio Emilia e Iren Rinnovabili al timone del progetto del parco dell’innovazione nei capannoni delle ex officine Reggiane e della riqualificazione del vicino quartiere di Santa Croce, entra nella Fondazione Rei (Reggio Emilia Innovazione). La partecipazione della Stu in questa societa’ e’ in particolare di 200.000 euro ed e’ finalizzata ad attrarre, attraverso Rei, aziende ad alto tasso tecnologico nei capannoni rinnovati delle storiche Officine meccaniche della citta’.

E’ emerso ieri sera dalla commissione Bilancio, convocata in municipio per analizzare il bilancio 2017 e il piano economico finanziario della Stu. Riunione che pero’ la consigliera Cinzia Rubertelli, contesta nel metodo e nel merito poiche’ indetta “senza che ai consiglieri venisse prima consegnato alcun tipo di materiale” e contrassegnata “da una totale e inaccettabile mancanza di trasparenza”. Alla discussione “sul bilancio di una delle principali partecipate del Comune – sottolinea inoltre la capogruppo della lista Alleanza civica- non era presente nemmeno un tecnico dell’amministrazione”.

Quanto al bilancio della societa’, il “buco” si vede ma in realta’ non c’e’. Nei conti si registra infatti una perdita di 5,3 milioni, ma si tratta, sottolinea l’amministratore delegato della Stu Luca Torri, di un passivo “puramente cartolare”, dovuto ai complessi meccanismi di calcolo imposti alla societa’ dalla sua particolare natura pubblico-privata.

I conti “macro” che certificano l’equilibrio finanziario della societa’ sono infatti presto fatti: i 35 milioni di costi previsti per le varie opere sono coperti da 22 milioni di ricavi e 13 milioni di finanziamenti pubblici assegnati dal ministero delle Infrastrutture (vinti con un bando, ndr) e dalla Regione. Le entrate della Stu derivano poi da due principali canali: le quote che le aziende private che si installeranno da quest’estate nei capannoni delle Reggiane pagano per gli spazi e, appunto i finanziamenti statali.

Questi ultimi pero’, per ragioni tecniche, non possono essere inseriti direttamente tra i ricavi, ma vengono trasferiti al Comune di Reggio Emilia che li “gira” alla Stu, sotto forma di aumento di capitale. Da qui lo sbilanciamento tra costi e ricavi che porta al bilancio negativo del 2017. Le perdite comunque non restano insolute ma vengono ripianate diminuendo per la cifra corrispondente (in questo caso 5,3 milioni, ndr) il capitale sociale, che risulta oggi di 20,4 milioni, di cui 10,2 versati, con una quota di risorse pubbliche di 4,5 milioni. Anche su questo Rubertelli ha da ridire sottolineando: “Per me e’ evidente che la perdita e’ reale”.

Nel piano economico finanziario, invece, “non si evidenzia nessun problema” fino al 2022, cioe’ quando il parco dell’innovazione sara’ pienamente operativo e perfino fino al 2038, quando le aziende insediate negli spazi dei capannoni, avranno finito di pagarli. Pienamente confermato, da ultimo, il cronoprogramma dei lavori. Il primo capannone delle Reggiane operativo sara’ il numero 18, occupato da otto aziende.

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