Spaccio, albanese arrestato con quasi mezzo chilo di cocaina

La polizia è risalita a lui dopo aver fermato un pusher 27enne, pure lui finito in manette, a Pieve Modolena. L'uomo, un pluripregiudicato 58enne, era il suo fornitore

REGGIO EMILIA – Un albanese di 58 anni, L.M., è stato arrestato per detenzioni di stupefacenti ai fini di spaccio. A lui la polizia ha sequestrato circa mezzo chilo di cocaina. Gli agenti sono risaliti a lui perché l’uomo, già conosciuto alle forze dell’ordine, era il fornitore di un altro albanese, un 27enne, L.S., incensurato, che ieri è stato pure lui arrestato dalla squadra mobile nella zona di Pieve Modolena.

La perquisizione nel domicilio del giovane ha permesso di trovare 11 grammi di cocaina suddivisa in tre involucri, 400 euro in contanti e materiale per il confezionamento e la preparazione delle dosi da smerciare. Gli agenti, raccolti alcuni indizi fondamentali, hanno conitnuato a indagare e sono arrivati al 58enne che è stato trovato in possesso di 452 grammi di cocaina suddivisi in 28 involucri.

Il trafficante nascondeva gran parte della droga in un nascondiglio segreto, una abitazione diversa da quella indicata come sua residenza. In questo appartamento sono stati trovati ben 321 grammi di sostanza suddivisa in 5 involucri, macchinette per il confezionamento sottovuoto, quattro bilancini di precisione e manoscritti che documentavano le sue vendite all’ingrosso ed al dettaglio. In totale sono stati sequestrati 452 grammi di cocaina, 1.020 euro, 2 telefoni cellulari e numerose sim card. L’uomo aveva quindi un vero e proprio laboratorio dotato di tutta la strumentazione utile per confezionare la droga.

L’albanese è un soggetto noto alle forze di Polizia in quanto gravato da numerosi precedenti penali e di polizia, in particolare condannato per omicidio volontario, per associazione a delinquere, per detenzione di armi e per sfruttamento della prostituzione e appunto per reati in materia di stupefacenti.

Gli agenti hanno concentrato la loro attenzione anche su un altro albanese di 37 anni che, potenzialmente, poteva avere legami con la criminalità albanese ma l’uomo, seppure non in possesso di droga, aveva nella sua disponibilità un apparecchio telefonico “inesistente” ossia un telefono cellulare privo di Imei, codice identificativo degli apparecchi telefonici grazie al quale è possibile rintracciare il traffico telefonico e il traffico dati. Si tratta, quindi, di un apparecchio telefonico assemblato in modo tale da eludere il rintraccio dei dati. Il telefono è stato sequestrato e sarà sottoposto ad accertamenti della Polizia scientifica finalizzati a comprenderne l’alterazione o la fabbricazione.