Rei rinasce, un milione di ricavi: utile di 76mila euro

Dopo la liquidazione della vecchia società con una perdita di 1 milione e 300.000 euro

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REGGIO EMILIA – La “ripresa di una buona storia”. Sono le parole con cui il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, commenta oggi il bilancio 2017 della Fondazione Rei (Reggio Emilia innovazione), rinata dalle ceneri della vecchia societa’ consortile a capitale pubblico-privato nata nei primi anni del 2000 e posta in liquidazione dai soci (Comune, Camera di Commercio, Provincia, Unindustria, Unicredit, Universita’ e Fondazione Manodori) il 13 luglio dell’anno scorso.

La societa’, che aveva lo scopo di promuovere la ricerca industriale e il trasferimento tecnologico a favore del sistema delle piccole imprese reggiane facendo “base” nel tecnopolo reggiano, era affondata dopo aver chiuso il bilancio 2016 con una perdita di 1 milione e 300.000 euro, che seguiva e ampliava quelle dei due anni precedenti.

L’ancora di salvezza era arrivata appena un mese dopo la liquidazione – ad agosto – grazie all’intervento dei due soci storici Camera di commercio e Unindustria e di altri due nuovi soci: Stu Reggiane (che e’ partecipata dal Comune) e Iren Rinnvoabili.

I nuovi soci hanno in primo luogo preso in affitto e potenziato il ramo di azienda della “Fondazione” della vecchia Rei. In secondo luogo hanno dato vita ad nuova societa’ partecipata per il 40% dalla Fondazione stessa e al 60% da una societa’ legata agli industriali, che a sua volta ha affittato la gestione dei laboratori di Rei, dove 300 aziende locali effettuano test avanzati sui prodotti. Nel complesso le attivita’ svolte in questi due comparti hanno generato l’anno scorso ricavi per circa un milione (300.000 euro dalla fondazione e 753.000 i laboratori, pur avendo operato solo per meta’ anno) e un utile netto complessivo di 76.000 euro.

Tra i progetti futuri, il presidente della “nuova” Rei, Guido Prati annuncia in primo luogo l’acquisto dei rami di azienda e il trasferimento della sede della societa’ nel nascente parco dell’innovazione alle ex Reggiane. Ma anche la realizzazione di una nuova camera per i test di laboratorio e la creazione di un incubatore di start up nei settori della meccanica, dell’agroalimentare, dell’ambiente e della energia, competenze in cui Reggio va specializzandosi. “Il territorio – sottolinea infatti il sindaco Vecchi – ha una precisa direzione strategica che vede nella ricerca dell’innovazione una costante praticamente quotidiana”.

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