Reggio si candida per il congresso nazionale dell’Arcigay

Il taglio del nastro della nuova sede è in programma domenica alla presenza del sindaco Luca Vecchi e del fondatore di Arcigay Franco Grillini

REGGIO EMILIA – Forte dell’esperienza del “Remilia Pride”, il gay pride mediopadano del 2017 che ha portato in piazza oltre 13.000 persone, Reggio Emilia ambisce di nuovo a diventare un punto di riferimento nazionale per la comunita’ Lgbti. La citta’ del Tricolore, dove e’ stata celebrata la prima unione civile in Italia, si candida infatti a sede per ospitare il 16esimo congresso dell’Arcigay italiano, in programma nel prossimo autunno.

Lo annuncia il presidente dell’associazione reggiana (l’Arcigay “Gioconda”), Alberto Nicolini, che dice: “Continuiamo ad essere ambiziosi: abbiamo operato con buonsenso, divertimento ma anche fermezza in questi anni, ed e’ quello che desideriamo trasmettere anche alle future dirigenze nazionali della piu’ grande associazione Lgbti d’Italia”. Per questo “candidiamo ufficialmente Reggio Emilia a sede del congresso nazionale di Arcigay di fine 2018”, spiega il presidente. Che coglie anche l’occasione per annunciare l’inaugurazione della nuova sede dell’associazione cittadina, che domenica si trasferisce nei locali di circa 100 metri quadri al primo piano del circolo Arci Gardenia in viale Regina Elena.

Al taglio del nastro (alle 18) e’ prevista la presenza del sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, del presidente nazionale Arcigay Flavio Romani e del fondatore di Arcigay, l’ex deputato Franco Grillini. “Per la prima volta nei 21 anni di storia di Arcigay Gioconda- prosegue Nicolini- ci trasferiamo non perche’ costretti dalla situazione, ma per volonta’ di investimento: siamo cresciuti talmente tanto che ci servivano spazi piu’ adeguati. Ospiteremo sportelli, incontri e iniziative per la tolleranza: saremo la casa di chi vuole un mondo piu’ aperto e migliore”.

Il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi commenta: “Quando parliamo di citta’ dei diritti, in questa definizione ci sono ovviamente varie sfumature. Nel caso di Arcigay il rapporto fra il Comune e l’associazione e’ saldo ed e’ stato foriero in questi anni di tanti risultati positivi per la citta’ e un po’ anche per il Paese”. Anche se, chiosa il primo cittadino, “lavorare per i diritti e l’uguaglianza non e’ semplice, oggi: spira un vento di odio e di disprezzo verso i ‘diversi’ che noi tutti ben possiamo sentire purtroppo”.

Per questo, conclude Vecchi, “io sono ancora piu’ convinto che l’alleanza con tutti quei soggetti – e Arcigay e’ fra questi – che non abbasseranno la guardia davanti a questa deriva meritino il massimo rispetto e il pieno sostegno delle istituzioni democratiche”. Iniziata nel 2000, la collaborazione di Arcigay Gioconda con il Comune di Reggio Emilia registra tra gli ultimi risultati la sottoscrizione nel maggio 2017 del protocollo d’intesa per il contrasto all’omotransnegativita’ e per l’inclusione delle persone Lgbti, e l’apertura di un “punto arcobaleno”, in locali dell’amministrazione. Di recente il Consiglio comunale ha inoltre approvato una mozione per sollecitare anche la Regione a varare una legge contro la discriminazione degli omosessuali.