Punto nascite S. Anna, per riaprirlo un progetto pilota

Il sindaco Bini: "Puntiamo a un nuovo modello e a una legge che oggi non c'è"

CASTELNOVO MONTI (Reggio Emilia) – Un “progetto pilota” per arrivare a una possibile riapertura in sicurezza del punto nascite di Castelnovo Monti (Reggio Emilia), che “possa essere poi condivisibile da altri territori periferici e con disagi orografici”. E’ a questo che sta lavorando il sindaco Enrico Bini, che non si rassegna dunque alla soppressione della struttura. Il tema e’ stato sollevato durante il question time di ieri in Regione, in cui l’assessore Sergio Venturi, come sottolineato polemicamente dal M5s, ha detto che tale progetto pilota non e’ stato ancora presentato.

Ribadendo che “non e’ una cosa che si fa in cinque minuti, o in mezza giornata buttando giu’ un semplice elenco di intenti”, il sindaco di Castelnovo spiega: “Vogliamo arrivare a proporre al ministero una analisi sugli ospedali di montagna, per costruire un nuovo modello di ospedale in aree periferiche che sia sostenuto con appositi finanziamenti e anche da una legislazione ad hoc, che consideri le caratteristiche di questi territori e che oggi non esiste”. E ancora: “Intendiamo farlo attraverso i parlamentari che condividono l’iniziativa, e anche tramite la federazione nazionale Aree Interne, dove molti territori oltre al nostro vivono le medesime difficolta’”. Un percorso insomma, il cui punto d’inizio e’ la richiesta di revisione dell’accordo Stato Regioni del 2010 e che, se il progetto vedra’ la luce, “in seguito chiederemo alla Regione di attivarlo per il Sant’Anna”.

L’assessore Venturi sottolinea il sindaco reggiano, ha tra l’altro al riguardo fatto delle considerazioni “interessanti” spiegando che “qualora il ministero della Salute proponesse progetti pilota a carattere nazionale che abbiano l’obiettivo di riaprire i Punti nascita situati in condizioni oro-geografiche difficili, oppure una ridiscussione dell’Accordo Stato-Regioni del 2010, questa Regione e’ disponibile come sempre al confronto, attraverso la Conferenza Unificata. Tenendo pero’ presente che le condizioni di massima tutela per la salute e la sicurezza della donna, del bambino e del personale sanitario sono imprescindibili”. In ogni caso, conclude Bini, “sul tema dei servizi, e dell’ospedale in particolare, il nostro impegno resta massimo, ed anzi chiedo a Venturi se puo’ rispondere alla lettera che ho mandato ormai diversi mesi fa a Regione ed Ausl per il ripristino al Sant’Anna della ginecologia H24”.