Migranti, Arcigay dal prefetto che riapre i casi foto

Maria Forte ha promesso un interessamento per le due donne vittime della tratta e per il richiedente asilo accusato di spaccio

REGGIO EMILIA – Ha avuto successo la “missione” dell’Arcigay “Gioconda” di Reggio Emilia, che questa mattina si e’ recata in Prefettura per perorare la causa di tre persone di nazionalita’ nigeriana escluse dai progetti di accoglienza previsti per i richiedenti asilo. Si tratta di due donne vittime della tratta della prostituzione, che si sono ribellate alla loro sfruttatrice e attendono da oltre due mesi di entrare nel programma di assistenza sebbene tutti i criteri siano stati soddisfatti e nonostante i numerosi posti liberi (oltre 300 al momento) nelle strutture preposte.

Alberto Nicolini, presidente dell’Arcigay che a marzo scorso le ha accompagnate in Questura a sporgere denuncia, commenta: “Si trovano in un limbo e ora rischiano di tornare sulla strada perche’ sono ancora sotto ricatto e non hanno di che vivere”.

Riguarda invece direttamente un volontario dell’Arcigay, la seconda vicenda sottoposta dall’associazione al prefetto Maria Forte. Al giovane migrante gay e’ stato infatti notificato nei giorni scorsi un decreto prefettizio con il quale e’ stato buttato fuori dall’appartamento in cui era ospitato per presunte attivita’ di spaccio di droghe leggere. Le accuse al giovane, nell’ambito di un’indagine partita circa un anno fa, sono state mosse dopo una perquisizione avvenuta all’inizio dello scorso maggio.

“Al nostro volontario – spiega Nicolini – si contesta di aver ceduto dosi di marijuana per circa 100 euro. Una cosa grave, se successa, ma nel suo appartamento non e’ stato trovato assolutamente nulla”. E ora “senza un giudizio del tribunale il ragazzo e’ uscito dal programma di accoglienza e rischia di tornare in Nigeria dove potrebbe scontare 18 anni di prigione per via del proprio orientamento sessuale”.

Sulla vicenda del volontario, la Prefettura – dopo aver ricevuto la delegazione composta dalla responsabile donne di Arcigay Fabiana Montanari, l’avvocato dell’associazione Valeria Munari, i consiglieri comunali Dario De Lucia (Pd) e Lucia Lusenti (Si) e la rappresentante di una chiesa africana di Reggio Emilia che lotta per la liberazione delle donne dalla tratta – ha in sostanza acconsentito a “rivalutare” il caso, mentre Arcigay presentera’ un’istanza di revoca del decreto contro il migrante.

Anche per la situazione delle due donne si procedera’ ad un approfondimento mentre, spiega l’avvocato Munari, “si e’ concordato di stilare anche una sorta di ‘vademecum’ per casi analoghi che dovessero presentarsi in futuro”. Infine altre quattro donne richiedenti asilo con figli in attesa di una sistemazione, di cui Arcigay e’ venuta a conoscenza, saranno invece ricollocate “entro una settimana”, ha assicurato la Prefettura.