Mafie, a Reggio una consulta per vigilare sulle infiltrazioni

Raggruppa 24 enti: tra i compiti quello di aggiornare sul processo Aemilia

REGGIO EMILIA – Dopo lo shock dell’inchiesta Aemilia e lo scioglimento del Comune di Brescello per infiltrazioni mafiose, Reggio Emilia vara un nuovo presidio di legalita’ del territorio. Proprio per aggiornare del processo contro la ‘ndrangheta (in corso da piu’ di due anni in tribunale) ma piu’ in generale per creare un fronte istituzionale di contrasto alla criminalita’ organizzata, e’ nata la “Consulta permanente della legalita’”, ratificata questa mattina da un accordo in sala del Tricolore.

Vi aderiscono in particolare 24 enti pubblici e privati di cui 10 (Comune capoluogo, Provincia, Camera di commercio e 6 Unioni dei Comuni provinciali) sono membri istituzionali. Sono affiancati da 24 altre organizzazioni- in veste di membri permanenti- di cui fanno parte i sindacati Cgil, Cisl e Uil, le associazioni dell’industria, del commercio e degli agricoltori, il forum reggiano del terzo settore e le centrali cooperative. Alle sedute della consulta (la prossima aperta al dibattito e’ prevista dopo l’estate, ndr) potranno essere invitati anche Prefettura, ufficio scolastico provinciale, Agenzia delle entrate e associazioni antimafia.

Per il sindaco Luca Vecchi e’ “un momento politicamente rilevante per il territorio perche’ hanno deciso di aderire tutti i principali attori. Credo che dopo 10 anni in cui ognuno di questi soggetti ha gradualmente preso coscienza e consapevolezza della gravita’ del fenomeno delle infiltrazioni mafiose, quello di oggi e’ anche una testimonianza di una comunita’ che fa sistema anche sulla legalita’”.

La consulta, spiega poi il primo cittadino, “diventa quindi un luogo di confronto e discussione che affrontera’ la sistematizzazione del grande materiale che uscira’ da Aemilia, il tema della legalita’ nelle scuole, quello dei beni confiscati alle mafie e continuera’ a mettere la testa sugli strumenti con cui la pubblica amministrazione puo’ affrontare i tentativi di infiltrazione, oltre ad analizzare le dinamiche che all’interno del sistema economico hanno visto l’infiltrazione ‘ndranghetista e mafiosa distorcere il funzionamento del mercato e delle filiere produttive e lavorative”.

Insomma, conclude Vecchi, “il territorio manda un messaggio molto chiaro: lavora insieme e collabora per la legalita’ nell’interesse della comunita’. Abbiamo ancora tanta strada da fare, ma la faremo con le parti sane della comunita’”. Gian Guido Nobili, responsabile per la sicurezza e la Legalita’ della Regione sottolinea che fin dagli anni ’90 “ci sono stati approfondimenti, non si e’ spazzato via sotto il tappeto” e aggiunge: “Penso che una delle scommesse sia della consulta regionale (rinnovata nel 2016) sia di Reggio Emilia, sia quella di coninvolgere sempre di piu’ le libere professioni non solo in un’opera di sensibilizzazione ma di creazione di vere e proprie barriere”.

Francesco Tumbiolo, vice segretario della Camera di Commercio di Reggio Emilia, sottolinea l’importanza del registro delle imprese, “una banca dati preziosa che viene messa a disposizione gratuitamente delle forze di polizia e ha aiutato in molte indagini” sulla “mafia economica”. Infine Stefania Pellegrini, professore associato di Sociologia del diritto e del corso “Mafie e antimafia” all’Universita’ di Bologna, membro del comitato scientifico della consulta, riassume: “Lo scopo consulta e’ ricostruire tutti insieme il puzzle delle infiltrazioni. Questo atto dimostra la consapevolezza delle lesioni provocate ma e’ necessario fare un altro doloroso passo e interrogarsi su come sia potuto succedere”. Perche’ “evidentemente- conclude la docente- qualcuno ha acconsentito”.