Lavoro, arrivano i vigili della sicurezza

I sindacati eleggono i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali

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REGGIO EMILIA – Sono in tutto nove, di cui due donne, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali (Rlst) eletti nei giorni scorsi per la provincia di Reggio Emilia. Sono stati votati a stragrande maggioranza (il 98,96%) da 578 addetti del settore artigiano (a maggioranza metalmeccanico) in consultazioni che si sono svolte in 116 aziende. Ora vigileranno sul “lavoro sicuro” in 4.230 imprese provinciali con circa 16.650 addetti, di cui 9.500 metalmeccanici.

Lo spiegano oggi Ciro Maiocchi, della Cgil Reggio Emilia, Domenico Chiatto, della Cisl Emilia Centrale, e Giancarlo Pelati, della Uil reggiana, sottolineando come primo dato positivo quello dell’affluenza alle urne. “Un dato di partecipazione che e’ raddoppiato rispetto a quello del 2013 quando a votare furono meno di 300 persone a dimostrazione del fatto che le visite ispettive fatte in questi anni, la collaborazione con le aziende che abbiamo messo in campo per sanare le irregolarita’ riscontrate ha pagato”, spiegano.

A questo proposito negli ultimi sei anni gli Rlst hanno fatto visita a 1.138 aziende su 4.220, circa 300 aziende l’anno, con una media di circa quattro dipendenti ciascuna. I risultati? Quelli di un settore che si muove tra irregolarita’ non sostanziali e in cui la maggior parte delle volte c’e’ la volonta’ di collaborare per sanare gli aspetti che risultano inidonei alla sicurezza di chi lavora.

“Ci troviamo in un settore, quello artigiano, che a differenza di quello industriale, ha basse probabilita’ di produrre incidenti mortali o molto gravi”, spiegano i sindacalisti. “Cio’ che capita maggiormente sono schiacciamenti, cadute, tagli questo in particolar modo perche’ e’ un settore in cui ci sono pochi lavoratori, sono specializzati ed esperti e la variabilita’ occupazionale e’ molto piu’ bassa rispetto all’industria”. Inoltre “la presenza di rappresentanti per la sicurezza, interni o territoriali, fa da stimolo a migliorare laddove ce n’e’ bisogno”.

Una delle “pecche” maggiori riscontrate, concludono Cgil, Cisl e Uil, “e’ quella relativa allo svolgimento dei corsi di formazione proprio sulla sicurezza, il cui costo e’ a carico aziendale e che vanno dalle 4 alle 12 ore a seconda del rischio comportato dal proprio lavoro”.

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