Gualtieri, crisi Tecno: lavoratori in assemblea permanente

L'operazione di passaggio della proprietà all'imprenditore italo-iraniano Hazini Abdolrahim, i cui tempi si sono allungati, sta mettendo ora a rischio il futuro dell'azienda e dei 300 dipendenti

GUALTIERI (Reggio Emilia) – I lavoratori della Tecno di Gualtieri sono da questa mattina in assemblea permanente, con presidio, davanti all’ingresso principale dell’azienda. La nuova iniziativa di mobilitazione – decisa dagli stessi lavoratori venerdi’ – punta a sbloccare lo stallo determinato dalla trattativa per il passaggio totale della proprieta’ dell’azienda produttrice di cucine dagli attuali soci al nuovo l’imprenditore italo-iraniano Hazini Abdolrahim.

L’operazione, i cui tempi si sono allungati, sta infatti mettendo ora a rischio il futuro dell’azienda e dei 300 dipendenti impiegati. Come spiegato dalla Fiom-Cgil di Reggio Emilia, sulla Tecno pesa anche una mancanza di liquidita’ per pagare regolarmente i fornitori, con relativo blocco delle forniture e quindi dell’attivita’, nonostante ci siano circa sei milioni di ordini che se restassero inevasi si tradurrebbero in perdita. Proprio la mancanza delle forniture (in pratica i pezzi delle cucine, ndr) ha comportato il fatto che nelle ultime tre settimane si sia lavorato solo quattro giornate e solo su alcune linee.

Cosi’, passati ormai 16 giorni dall’incontro tra le parti in Regione che si e’ concluso con un nulla di fatto (e in cui l’assessore alle Attivita’ Produttive, Palma Costi, aveva esortato l’azienda a definire in tempi rapidi un piano di ricapitalizzazione), i lavoratori sono tornati a protestare. “Non c’e’ piu’ tempo”, spiega Sergio Guaitolini, segretario della Fiom reggiana.

“Abbiamo deciso di mobilitarci – continua Guaitolini – per richiamare tutti, dai cittadini di Gualtieri, alle istituzioni locali, alla Regione, al massimo sforzo per spingere gli attuali soci ad un senso di responsabilita’ nel confronto dei 300 lavoratori che, oltre a perdere retribuzione, stante la fortissima riduzione dell’attivita’ lavorativa, rischiano ora, se non c’e’ immissione di liquidita’ immediata, la fermata definitiva della produzione e quindi la perdita del lavoro con drammatiche ripercussioni sociali in un territorio gia’ in difficolta’”.

La mobilitazione, informa il sindacato, proseguira’ “fino allo sblocco della situazione o attraverso un nuovo incontro in Regione o attraverso l’arrivo dei finanziamenti che consentano la piena ripresa dell’attivita’ produttiva”. Questo perche’, sottolinea Guaitolini, “siamo qua per difendere il lavoro che c’e’, siamo qua perche’ non e’ accettabile che speculazioni tra gli attuali soci possano portare alla morte della Tecno”.

Il lavoro, conclude il segretario, “e’ un bene primario, va difeso e salvaguardato e noi lotteremo per questo. Sono importanti le iniziative portate avanti in queste settimane da Comune e Regione, ma ora e’ necessario produrre il massimo sforzo necessario per salvare l’azienda e i posti di lavoro”.