Quantcast

Fantuzzi: “Park Vittoria, il Comune rischia di doversi comprare i box invenduti”

I garages ancora inoptati sarebbero 150. Il Civico: "Se la procedura di revisione andasse a buon fine per il concessionario, il Comune dovrebbe acquistarli a 5 milioni di euro, il doppio del prezzo di mercato"

REGGIO EMILIA – Il contestato parcheggio di piazza della Vittoria a Reggio Emilia inaugurato a novembre di due anni fa torna a far discutere. “Non e’ noto infatti lo stato dell’arte relativo alla vendita di box e posti auto interrati”, ricorda Francesco Fantuzzi dell’associazione Reggio Citta’ aperta, evidenziando che al momento del taglio del nastro i box ancora inoptati erano quasi 150, sul totale di 247 previsti (nella foto i garages del Park Vittoria).

Intanto, “la piazza piu’ spoglia del mondo e’ stata ricoperta ormai da un anno e mezzo e seguita a vivacchiare nel suo grigiore, accessi transennati inclusi, ma non e’ ancora dato sapere cosa accadra’ sotto di essa”. La polemica, evidenzia il civico, non e’ di lana caprina. L’articolo 11 bis della concessione (tra il Comune e la societa’ Reggio park) prevede la possibilita’ per il concessionario di rivedere l’equilibrio economico finanziario dell’operazione anche quando, come recita il punto ‘c’ si verifichi il “mancato raggiungimento di un livello minimo di ricavi, non dipendente da fatti o scelte imputabili al concessionario, sufficiente ad assicurare la copertura dei costi operativi di esercizio e dei flussi di cassa a servizio del debito”.

In concreto, evidenzia Fantuzzi, “vuol dire che se la procedura di revisione andasse a buon fine per il concessionario, il Comune di Reggio dovrebbe farsi carico dei box invenduti, oltretutto al prezzo, attualmente fuori mercato, di 35.000 euro l’uno e dovrebbe sborsare circa cinque milioni per garages che ad oggi hanno un valore commerciale di meno della meta’”.

Fantuzzi osserva che, a due passi dalla piazza, in via Pansa, il prezzo dei box e’ indicativamente di 10.000 euro, oltre tre volte inferiore a quello della convenzione col Comune. Ma non e’ tutto: “Sempre l’articolo 11 bis prevede peraltro che la revisione concordata potra’ avere ad oggetto, a scelta del concedente, anche o in alternativa a quanto sopra, la possibilita’ da parte del concessionario di ottenere in concessione, ad eventuale titolo di riequilibrio, aree di sosta di superficie gia’ tariffate o da sottoporre a tariffe”. Un’ipotesi, conclude Fantuzzi, “realisticamente piu’ accessibile, ma a quel punto onerosa per la collettivita’, che si troverebbe ad affrontare un’ulteriore restrizione delle aree a sosta gratuita”. Insomma, il cittadino attende risposte per non dover organizzare – come fece tre anni fa – un altro flash mob contro l’opera nella forma di un “piscina party”.