Democrazia digitale, così la Sala del Tricolore diventa 2.0

Il sistema di Cedat 85 consentirà, già a partire da metà settembre, un modo più sicuro di votare da parte dei consiglieri e più efficiente nella verbalizzazione dei loro discorsi. Costo totale: 150mila euro più Iva

REGGIO EMILIA – Un sistema wireless multimediale di votazione elettronica/conferenza comprensivo di riconoscimento vocale e trascrizione automatica del testo. E’ quello che questa estate sarà installato dalla Cedat 85 di Roma in sala del Tricolore e che consentirà, già a partire da metà settembre, un modo più sicuro di votare da parte dei consiglieri comunali e più efficiente ed immediato nella verbalizzazione dei loro discorsi (ma non solo). Il costo, per il Comune, è di 100mila euro più Iva per il sistema e di 20mila euro più Iva per il restauro banchi e seggi. In totale 150mila euro.

Il gruppo italiano Cedat 85 si occupa da decenni delle tecnologie per la gestione del parlato, vale a dire resocontazione, sottotitolazione, trascrizione automatica, e sviluppa sistemi che consentono di trasformare in tempo reale il parlato in testo scritto. In pratica, se immaginiamo una qualsiasi assemblea, da quella di condominio a una riunione del Parlamento, questa tecnologia è in grado di trascrivere il dibattito.

I servizi di Cedat 85 sono utilizzati in oltre 200 comuni italiani, alla presidenza del consiglio dei Ministri, vari ministeri e 7 consigli regionali. Dalla fine del 2015 anche la Camera dei deputati utilizza questi servizi di trascrizione delle sedute parlamentari, dimezzando i tempi di trascrizione e i costi.

Il vicesindaco Matteo Sassi conferma: “Stiamo lavorando per essere operativi a metà settembre. Si tratta di un impianto che servirà non solo per le sedute in consiglio comunale, ma per tutte le numerose iniziative che avvengono in sala del Tricolore. L’impianto attuale ha 30 anni di età, era vetusto e insicuro, soprattutto per quello che riguardava le registrazioni. Trascrive in tempo reale gli interventi. Questa tecnologia consentirà anche di selezionare, con parole chiave, quello che ti serve e di andarlo a cercare nei lavori del consiglio comunale”.

Un passo avanti verso la democrazia digitale dato che ora non sarà più necessario guardarsi lo streaming della seduta, ma basterà una semplice ricerca, come su Google, per trovare quello che serve.