Cgil chiede a Comune carta diritti dei riders

Il sindacato: serve un percorso come a Bologna per tutelare i lavoratori del settore delle consegne a domicilio

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REGGIO EMILIA – Una “carta dei diritti” dei riders (i lavoratori del settore delle consegne a domicilio), sulla scorta di quella siglata a Bologna lo scorso 31 maggio. La chiede al Comune di Reggio Emilia il sindacato Nidil-Cgil. “I riders – viene sottolineato – sono soprattutto giovani o giovanissimi, che ‘arrotondano’, magari durante il percorso di studi”.

Ma molti “sono i lavoratori che lo fanno come prima fonte di reddito, costretti a turni massacranti e sempre monitorati dal servizio che, inoltre, puo’ decidere in qualsiasi momento di interrompere il ‘contratto’, attraverso un’applicazione utilizzata sul cellulare”.

Per questi lavoratori, “in una fase in cui i diritti e le tutele sono state cancellate o ridotte significativamente anche per altre categorie di lavoratori piu’ ‘tradizionali’ in nome della modernita’ e della centralita’ dell’impresa – dice il segretario del Nidil Marco Barilli – vorremmo una paga adeguata, stop al cottimo, coperture assicurative, indennita’ meteo e trasparenza nei contratti”.

L’organizzazione di categoria della Cgil reggiana chiede quindi al Comune “di realizzare un percorso come quello costruito a Bologna, soprattutto ora che alcune piattaforme dovrebbero entrare a stretto giro nel mercato della distribuzione del cibo su richiesta”.

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