Antenna Wind in via Gran Sasso, il Comune: “Non possiamo mettere veti”

L'amministrazione: "La legge assegna alle antenne il valore dell'utilità pubblica. Possiamo solo esprimere pareri. I cittadini furono informati e comunque un telefonino produce campi più intensi"

REGGIO EMILIA – “La legge autorizza le compagnie ad installare i ripetitori praticamente ovunque (senza che i Comuni possano mettere veti), perché la legge assegna alle antenne il valore di utilità pubblica”. Il Comune di Reggio replica così ai cittadini che hanno protestato e che stanno raccogliendo firme contro l’installazione di un’antenna Wind-Tre alta 33 metri in via Gran Sasso d’Italia a poca distanza da un asilo, una scuola elementare e dai campi da calcio della Falk.

Scrive il Comune: “La legge le autorizza ad installarli praticamente ovunque (senza che i comuni possano mettere veti) e assegna ai comuni l’unico potere di esprimere – in fase di autorizzazione – dei pareri che orientino gli operatori su un’area piuttosto che su un’altra stando comunque all’interno di uno spazio individuato in funzione della copertura del segnale. Questi pareri portano a procedure concordate. Se non c’è accordo, la compagnia installa l’impianto dove vuole lei e lo può fare perché la legge assegna alle antenne il valore dell’utilità pubblica”.

Il Comune di Reggio “da anni ha avviato delle trattative che hanno consentito lo spostamento di queste antenne in luoghi il più possibile distanti da dove le persone dormono o stazionano per molte ore e queste aree, nelle zone urbane, sono prevalentemente i parchi perché le abitazioni sono ad alcune decine di metri. L’alternativa, del tutto legittima e senza che nessuno possa fermare le compagnie telefoniche, sono i giardini ed i tetti privati (dove però potrebbero esserci abitazioni molto più vicine)”.

Conclude l’amministrazione: “Circa tre anni fa venne fatta un’assemblea pubblica per spiegare che era in corso la pratica indicando anche quali sono le forme di controllo in essere e le alternative scartate perché peggiori. Ultima considerazione. Premesso che il Comune ha sempre ritenuto come fondamentale il principio di precauzione e quindi non c’è nessuna volontà di sminuire le paure delle persone, un telefonino costantemente portato in tasca produce campi esponenzialmente più intensi”.