Allarme della Cgil sulla occupazione giovanile

Il sindacato: "Crescono i neet e chi ha un impegno precario e sfruttato"

REGGIO EMILIA – Sos della Cgil di Reggio sui giovani che – secondo il rapporto dell’osservatorio Ires su dati del 2017 – “stentano a trovare una collocazione adeguata sul mercato del lavoro”.

Nel raffronto con il 2004, il tasso di occupazione per le persone da 15 a 25 anni passa infatti dal 44,5% al 22,6% mentre il valore degli inattivi, per contro, cresce dal 51,1% al 70%. Il piu’ 19% di inattivi, “pur considerando che si tratta di una fascia di eta’ in periodo di scolarizzazione, lascia intendere che il numero di cosiddetti ‘neet’, cioe’ di giovani non impegnati nello studio o nel lavoro sia considerevolmente aumentato”, si legge nell’analisi.

Anche nella fascia di eta’ 25-34 anni il tasso di occupazione scende dall’86,5% al 75,6% e il valore degli inattivi passa dal 10,7% al 20,1%. Per quanto riguarda i dati relativi alle assunzioni e quelli (di fonte Inps) sulle retribuzioni, “si conferma che le forme contrattuali con le quali una parte rilevante e crescente, dei giovani entra nel mercato del lavoro corrisponde ad occupazioni piu’ precarie e meno pagate”. Quindi, conclude la Cgil, “rispetto al recente passato, ci sono molti meno giovani e quelli che ci sono invece di essere risorsa da valorizzare sono meno occupati e, se occupati, piu’ precari e retribuiti meno”. Tutto cio’, avvisa il sindacato, “rischia di avere ripercussioni pesanti sulla sostenibilita’ sociale, economica e demografica del territorio”.