Terrorismo, spuntano i combattenti con il bignami dell’Islam

David Canter, docente di Liverpool: "Questi soggetti non vanno esaltati". Il procuratore De Raho: "L'Italia è avanti rispetto all'Europa"

REGGIO EMILIA – Non tutte le persone che si avvicinano alle organizzazioni terroristiche sono dei veri “combattenti islamici” e bisogna fare attenzione “a dare a questi soggetti una sovrapubblicita’, pur essendoci un minaccia reale”. A dirlo e’ David Canter (foto), docente dell’universita’ di Liverpool, relatore questa mattina a Reggio Emilia ad un convegno sul terrorismo. Canter ha infatti sottolineato che, come emerso da alcune operazioni di polizia, “l’ultimo acquisto di alcuni di questi soggetti era stato il libro ‘Islam per principianti'”.

“Se fino ad oggi non e’ accaduto nulla e sono stati espulsi quest’anno gia’ 47 soggetti per sospetti legami con organizzazioni terroristiche non e’ per fortuna, ma perche’ siamo arrivati prima a comprendere cio’ che poteva o stava per succedere”, commenta De Raho. “Il rischio in assoluto – conclude il procuratore – non si puo’ escludere, ma il monitoraggio che facciamo del territorio lo riduce notevolmente”.

Sulla “collaborazione totale” in tema di prevenzione, estesa anche alla societa’ civile, mette l’accento anche il dirigente della Polizia di Stato Lamberto Giannini (che ha risolto il caso dell’omicidio di Massimo D’Antona ad opera delle ‘nuove Br’) che spiega: “Molti settori della societa’ civile possono entrare in contatto con fenomeni anomali o di radicalizzazione: penso alla sanita’, alla scuola e alle donne” (fonte Dire).