Terrorismo, Gabrielli: “Attentati? Il rischio zero non esiste”

Il capo della polizia oggi a Reggio: "L'unico prezzo che non puo' essere pagato e' lo stravolgimento delle nostre abitudini e dei nostri valori e la compressione delle nostre liberta'"

REGGIO EMILIA – Rispetto al rischio di attentati terroristici “io credo che siamo oggi nella condizione di fornire un prodotto credibile e reale in tema di prevenzione. Pero’ noi tutti dobbiamo avere la consapevolezza che il rischio zero non esiste e la sicurezza assoluta non esiste”. Quindi “si puo’ e si deve entrare nell’ordine di idee che anche un prezzo puo’ essere pagato. Ma l’unico prezzo che non puo’ essere pagato e’ lo stravolgimento delle nostre abitudini e dei nostri valori e la compressione delle nostre liberta’, perche’ e’ il prezzo che credo questi criminali hanno come obiettivo principale”.

Lo dice il capo della Polizia di Stato, il prefetto Franco Gabrielli (a destra nella foto), concludendo questa mattina a Reggio Emilia i lavori della sessione mattutina del convegno ‘La valutazione del rischio terroristico’, organizzato dalla Questura reggiana e dall’Universita’ di Modena e Reggio Emilia in collaborazione con la onlus ‘Psicologi dei popoli’. Continua Gabrielli: “Di fronte a questa minaccia la possibilita’ che un evento si realizzi sta nelle cose. Oggi come oggi il tema dei temi e’ quello di salvaguardare i nostri valori e le nostre abitudini perche’ nel momento in cui noi solo immaginiamo di perseguire determinati comportamenti che sono in qualche modo collimanti con la minaccia stravolgiamo la nostra stessa vita”.

Invece, esorta il prefetto, “su questi temi non dobbiamo assecondare le paure”. Il numero uno della Polizia- come gia’ prima di lui il procuratore nazionale antiterrorismo Federico Cafiero de Raho- sottolinea: “Nel nostro Paese c’e’ un sistema rodato sia per le esperienze maturate, perche’ noi il terrorismo lo abbiamo visto in presa diretta, sia perche’ abbiamo un sistema giudiziario che da questo punto di vista non ha eguali ed esempi piu’ virtuosi in altri Paesi, quanto ad efficacia e capacita’ di intervento”. Tuttavia, conclude Gabrielli, “facendo memoria del passato e senza ipotecare in alcun modo il futuro io dico che il sistema Paese e’ sicuramente all’avanguardia, ma senza la consapevolezza ed anche una certa capacita’ di resilienza rispetto all’eventualita’ che alcuni fatti accadano anche in Italia, tutto questo rischierebbe di non essere assolutamente sufficiente” (fonte Dire).