Montecchio, vino e arte alla Medici Ermete

Intenditori e appassionati saranno ospitati domenica alla Tenuta La Rampata di Montecchio tra degustazioni di vini, visite all’acetaia e al Museo del vino e mostra di fotografie, nel cuore della produzione cru

MONTECCHIO (Reggio Emilia) – Domenica a “Cantine Aperte” la filosofia degli angeli di Carlo Guttadauro si fonde con quella del vino della Medici Ermete, che ha scelto di proseguire idealmente in questa occasione il percorso iniziato a Fotografia Europea 2018.

Nell’appuntamento annuale dedicato ad intenditori e appassionati del mondo vitivinicolo, per il terzo anno consecutivo l’azienda ha scelto di organizzare l’evento alla Tenuta La Rampata di Montecchio Emilia, dove nascono i cru della sua produzione, a cominciare dal Concerto e dall’Assolo che sono tra i suoi fiori all’occhiello.

“Quello di quest’anno – spiega Alessandra Medici, contitolare dell’azienda di famiglia – è un percorso naturale che affonda le radici nell’edizione 2018 di Fotografia Europea, a cui l’azienda ha preso parte, e che oggi prosegue in occasione di Cantine Aperte. Questa volta abbiamo voluto dedicare l’evento al mondo degli angeli di Carlo Guttadauro, fotografo, art director e regista. Nella sua interpretazione sono ‘simbolo degli esodi che si mobilitano nelle periferie (…), perché dovrà pur esserci un centro in cui fare ritorno’”.

Prosegue poi Medici: “Come già accaduto gli scorsi due anni, quando abbiamo unito il vino e l’arte presentando nel 2016 una mostra della pittrice reggiana Nicla Ferrari e nel 2017 una mostra di macchine d’epoca, vogliamo proseguire sulla strada del connubio tra arte, passione, storia e tradizione. La chiave è sempre la medesima che ci identifica: quella di una famiglia unita dalla passione per la produzione del vino d’autore”.

Alla Medici Ermete Cantine Aperte si terrà domenica dalle 10 alle 18. Nel corso della giornata gli avventori potranno degustare i vini della cantina, partecipare alla visita guidata all’acetaia Medici Ermete e a quella al Museo del vino (che rientra nei 19 musei del gusto dell’Emilia Romagna) e godere del contesto bucolico della Tenuta.