Mancasale, taglio del nastro per il polo dell’automotive

In tanti all'inaugurazione di Ro&Co e Dea Srl, due nuove realtà produttive associate a Confimi Emilia. Il presidente della Provincia Giammaria Manghi: "Export di vitale importanza per creare occupazione"

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REGGIO EMILIA – Venerdì scorso, in via Masaccio a Mancasale, si è tenuta l’inaugurazione del nuovo polo industriale formato dalle aziende Dea Srl e Ro&Co S.p.a., due importanti realtà nella costruzione di mobili e impianti per il settore automotive. Alla giornata hanno preso parte molti partner di queste due aziende e alcune figure di spicco della politica reggiana. Il presidente della Provincia Giammaria Manghi, presente all’inaugurazione, ha parlato di ripresa economica e della situazione lavorativa. Ecco cosa hanno detto due delle figure più importanti di questa inaugurazione: Gianfranco Lusuardi (presidente di Confimi Reggio Emilia) e Lino Di Betta (Lusuardi nella foto è a sinistra), il padrone di casa. Il primo ci ha parlato del suo rapporto con queste due nuove realtà e della nuova imprenditoria.

La rivalutazione di questo polo aziendale è stato uno dei punti di forza di questa nuova realtà. Cosa pensa di questa “nuova” azienda?
Questa azienda è guidata da una persona molto preparata e aperta alle innovazioni, possiamo dire che sia uno dei più importanti imprenditori ad operare sul suolo reggiano. La rivalutazione di questo impianto è stata molto importante, poiché una struttura architettonica di queste dimensioni non è mai facile da “riutilizzare”. Attualmente è molto più facile vedere imprese che chiudono piuttosto di aziende che aprono, dunque bisogna dare la giusta dose di complimenti a chi ha creduto in questa “novità”.

Il presidente Manghi ha affermato che l’export è uno dei dati principali per testare la salute delle imprese. Lei cosa ne pensa?
Sono in accordo con il presidente della Provincia ma vorrei ampliare il ragionamento. Prendiamo l’esempio di Ro&Co. Essi lavorano per il 75% con l’estero ma ciò non vuol dire che il mercato italiano sia in declino. I loro prodotti sono indirizzati ad una nicchia di imprese automobilistiche attive in tutto il territorio mondiale. Perché dovrei lavorare solo per le aziende italiane quando posso dare un lavoro ai cittadini reggiani esportando il mio prodotto?

Che ruolo avrà Confimi all’interno di questo progetto?
Faremo da sostegno per ogni evenienza, dal sindacale al fiscale per passare al rapporto con le banche e alla formazione.

In questo periodo storico, di cosa ha bisogno un’impresa per aprire?
Ha bisogno di imprenditori capaci e mossi da una grande passione per l’impresa. Non ci si può sempre nascondere dietro alle carenze del nostro paese…

La presenza di così tante delegazioni estere a questa inaugurazione può essere una “vetrina” per Reggio Emilia?
Assolutamente sì. Ho fatto parte dell’organizzazione di questa giornata e sono riuscito a convincere il signor Di Betta a creare un evento di questa portata. Secondo me è stata una vetrina importante sia per l’azienda che per la città.

Anche il padrone di casa Lino Di Betta ha parlato di questo evento

Perché ha scelto Mancasale come sede per la propria azienda?
Innanzitutto è uno dei poli aziendali più importanti della regione. La comodità di trovarsi a pochi chilometri dalla Stazione Mediopadana e dall’autostrada è sottovalutata da molti. Ma il punto più importante, per me, è stato questo stabile. Edifici del genere non li costruiscono più, il comfort di questa struttura architettonica è immenso e impareggiabile. Diciamo che è stato “amore a prima vista”.

Perché lavorate per il 75% all’estero?
Il discorso è ampio. Diciamo che il mondo è diviso in nicchie qualitative, il mercato è segmentato e per fare numeri devi essere in tutte le nicchie del mondo pronte a pagare il valore aggiunto. In ogni paese si trova una nicchia di potenziali clienti, sta a noi trovarli e “catturarli”.

Dato che avete come maggiori partner alcune case automobilistiche, come pensate possa risollevarsi questo settore in Italia?
L’Italia, nonostante ciò che ci provano ad inculcare, è un paese molto ricco e potrebbe benissimo camminare sulle proprie gambe, però ci sono gravi problemi al suo interno. Bisogna dare l’esempio e nonostante tutto portare avanti le proprie idee con la speranza che anche chi ci governa segua l’esempio virtuoso di tanti imprenditori come me che investono in questo paese meraviglioso.

Le parole di Giammaria Manghi, presidente della Provincia di Reggio Emilia

Secondo lei qual è la ricetta per far ripartire l’imprenditoria reggiana?
Innanzitutto si deve ripartire da un atteggiamento di fiducia e positività, il quale ci deve animare dopo un decennio complicato e che ha messo in ginocchio alcune aziende reggiane. Ormai l’orizzonte è luminoso e ci sono tutte le condizioni per ripartire. Noi, come organo politico, stiamo creando agevolazioni che possano aiutare le nostre imprese nella quotidianità. Ricordatevi che il benessere generale si crea tramite un connubio stretto tra pubblico e privato.

Dunque siamo davvero fuori dal tunnel della crisi?
Credo di sì. Sta meglio soprattutto chi instaura rapporti con l’estero. I dati dell’export sono decisivi per la salute delle aziende e chi è riuscito a lavorare oltre ai nostri confini, attualmente, è in una posizione di vantaggio rispetto a tutti gli altri. Ovviamente questo non deve essere un traguardo ma deve spronare queste aziende a migliorarsi e crescere sempre di più.

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