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Gaza, appello dell’Onu: “Agire per evitare una guerra”

Violenti scontri nel giorno dell'apertura dell'ambasciata Usa. A Gaza 60 morti, anche una bimba di otto mesi. Netanyahu: "Continueremo a proteggere i nostri confini". Trump: "Impegnati per accordo pace". Usa bloccano richiesta indagine indipendente Onu. Turchia espelle l'ambasciatore d'Israele

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REGGIO EMILIA – Il giorno dopo il massacro al confine fra Gaza e Israele – i morti sono saliti a 60 e oltre 2.400 feriti -, mentre gli scontri in Cisgiordania per il giorno della ‘Nakba’ provocano decine di feriti e i Territori palestinesi fanno lo sciopero generale, la Turchia espelle l’ambasciatore israeliano e il Belgio convoca a Bruxelles l’ambasciatore d’Israele. Intanto il console turco a Gerusalemme viene convocato al ministero degli Esteri israeliano per chiedergli “di ritornare in patria per un lasso di tempo per consultazioni”. Stesso trattamento anche per l’ambasciatore israeliano ad Ankara a “causa dei morti” a Gaza.

I palestinesi chiedono all’Onu di indagare per i crimini commesi dalle forze di occupazione israeliane: indagine bloccata in Consiglio dal veto degli Stati Uniti. Israele risponde che almeno 24 dei palestinesi uccisi ieri erano “terroristi nell’atto di compiere atti di terrore”. Gli Stati Uniti, che ieri hanno inaugurato la loro controversa ambasciata a Gerusalemme, facendo scattare la giornata della rabbia, oggi hanno difeso lo stato ebraico, affermando che “nessun Paese in questa situazione agirebbe con più moderazione di quanto ha fatto Israele”.

Israele “deve calibrare l’uso della forza, deve proteggere i suoi confini ma farlo in modo proporzionato. Mentre Hamas non deve usare le proteste per mettere bombe e compiere atti provocatori”, ha detto Nikolay Mladenov, coordinatore speciale dell’Onu per il processo di pace in Medio Oriente, durante la riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza sulla situazione a Gaza. “La comunita’ internazionale deve intervenire e prevenire una guerra”, ha aggiunto Mladenov, definendo la situazione nella Striscia “disperata”.

L’ambasciatore israeliano in Turchia Eitan Naeh è stato convocato al ministero degli Affari esteri turco ad Ankara e gli è stato chiesto di lasciare il paese “a causa dei morti” a Gaza. Lo riferisce Haaretz.

 

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