Commessa rapinata, una messinscena per intascarsi 4mila euro

La 23enne marocchina, denunciata insieme al suo ragazzo per simulazione di reato, era d'accordo con il fidanzato italiano per rubare l'incasso. Aveva anche detto di conoscere "l'uomo nero" che l'aveva derubata

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REGGIO EMILIA – Una commessa del negozio di scarpe del centro storico “Shoes….NO-BOX” aveva denunciato domenica di essere stata aggredita e rapinata dell’incasso della giornata, che stava portando in banca. L’aggressore sarebbe stato un uomo di colore che la ragazza, una 23enne marocchina, ha perfino affermato di saper riconoscere. In realta’ era tutta una messinscena organizzata dalla giovane insieme al fidanzato, italiano di 23 anni, che per rendere la storia piu’ credibile si e’ anche mostrato pubblicamente consolare la compagna.

A risolvere in poche ore il “caso” sono stati gli agenti della squadra Mobile della Questura reggiana – guidati da Guglielmo Battisti – scoprendo che in realta’ la coppia si era messa d’accordo per simulare la rapina e appropriarsi indebitamente del denaro. La somma – circa 4.000 euro – e’ stata quasi interamente recuperata, tranne 200 euro che i fidanzati hanno usato per fare la spesa e la toilette al cane.

I due 23enni, conviventi in citta’, sono stati entrambi denunciati per simulazione di reato. Secondo quanto ricostruito dalla Polizia infatti e’ stata la stessa commessa, nel tragitto verso la banca, a consegnare i soldi al compagno (vestito in modo tale da non essere riconoscibile) e ha denunciato poi di essere stata assalita da uno straniero di colore. Il ragazzo invece e’ andato a casa per cambiarsi i vestiti ed e’ tornato indietro a consolare la fidanzata, comprensibilmente scossa per l’aggressione.

La 23enne, a cui il titolare del negozio di scarpe affidava solitamente il compito di versare il denaro delle vendite, ha perso il posto. “Quello commesso dalla ragazza e’ un reato particolarmente odioso perche’ ha anche riferito di saper riconoscere ‘l’uomo nero'”, commenta Battisti, sottolineando che si moltiplicano i casi in cui, in varie parti d’Italia, si incolpano gli stranieri di reati. “Ma la presunta vittima e’ caduta piu’ volte in contraddizione”, aggiunge il dirigente della squadra Mobile.

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