Aemilia, il PD reggiano: “Fatta chiarezza su vicenda Sergio”

Il Pd reggiano: "Inquieta che documenti e notizie 'non rilevanti' con questo processo siano stati 'maneggiate da una manina fra centinaia di faldoni"

REGGIO EMILIA – Le parole dei pm impegnati nel processo Aemilia dimostrano l’impegno del Comune e delle altre amministrazioni territoriali nel contrasto alla mafia e, contestualmente, “fanno definitivamente chiarezza su una vicenda inquietante entrata nel dibattito recente di questa citta’”, con implicito riferimento alla circolazione di notizie riguardanti l’ex dirigente comunale Maria Sergio, moglie del sindaco Luca Vecchi.

E’ il ‘verdetto’ pronunciato dalla segreteria provinciale del Pd, con una nota. “Il percorso del processo Aemilia sta giungendo ormai gradualmente alla sua conclusione. Abbiamo ascoltato, seguito e condiviso con molta attenzione nella requisitoria – scrive il Pd reggiano – le considerazioni dei due procuratori Beatrice Ronchi e Marco Mescolini e le richieste conseguenti di condanna: esse sono la dimostrazione della serieta’ del lavoro svolto e della gravita’ dei fatti che il percorso processuale ha portato a far emergere”.

Si e’ trattato di un processo che “si e’ sviluppato in modo lineare e ordinato – continua la nota – e il Pd provinciale esprime grande soddisfazione e rivendica a voce alta il fatto che grazie anche al contributo del Comune di Reggio Emilia e della Regione Emilia-Romagna il dibattimento si sia potuto realizzare qua. Nessuno ha girato la testa dall’altra parte, nessuno ha potuto far finta di non vedere, grazie ad investimenti e impegni concreti messi in campo dagli amministratori locali e regionali”.

La segreteria del Pd provinciale “ha altresi’ inteso bene quanto affermato ancora dai due procuratori, i quali hanno osservato con grande chiarezza – sottolineano i democratici – il comportamento avuto dal Comune di Reggio Emilia, dall’amministrazione provinciale e delle altre amministrazioni del territorio nel corso degli anni quando, ripetutamente, con propri atti, fatti e azioni ha dimostrato concreta volonta’ di contrasto all’infiltrazione mafiosa”. Impegno che si evince “dal no pronunciato all’acquisto dell’invenduto delle case Aier, ai protocolli siglati nel corso del tempo con la Prefettura, sino a tutte le altre azioni di contrasto e prevenzione sviluppati autonomamente in questa direzione”, ricorda il Pd.

Detto cio’, “rimaniamo inquieti e interdetti quando ascoltiamo il fatto che documenti e notizie ‘non rilevanti’ con questo processo siano stati ‘maneggiate da una manina fra centinaia di faldoni’ e siano diventati parte di una strategia politica e di comunicazione che ha tentato di sortire i propri frutti”, scrive il Pd arrivando al tema Sergio. “Frutti che, nelle parole dei procuratori, nulla avevano a che vedere con l’accertamento della realta’ processuale”, continua la nota.

“Se la battaglia alla mafia e’ una cosa seria tale deve essere da parte tutti: un racconto traviato – attaccano i dem – finisce per fare il gioco non certo della legalita’ e della giustizia, ma semmai di chi incarna il suo esatto contrario”. In merito a questo, le parole di Mescolini “fanno definitivamente chiarezza su una vicenda inquietante entrata nel dibattito recente di questa citta’”, sottolinea il Pd reggiano. Infine, i dem esprimono “massimo rispetto” per il lavoro del presidente Francesco Caruso e della Corte nonche’ per “i passi che produrranno da qua in avanti”.