Quantcast

Aemilia, i difensori: “Non siamo gli avvocati della ‘ndrangheta”

L'avvocato Pisanello in aula: "Tuteliamo solo i diritti degli imputati"

REGGIO EMILIA – Si apre con uno scatto di orgoglio dei legali degli imputati l’ultima fase della discussione del processo Aemilia, in cui iniziano questa mattina a Reggio Emilia le arringhe difensive. Proseguiranno, secondo il calendario ad oggi disponibile, almeno fino al 30 giugno.

A rivendicare dignita’ professionale per il suo ruolo e quello dei colleghi che assistono i 149 imputati – ritenuti esponenti della cosca di ‘ndrangheta con base in Emilia, emanazione al nord di quella Grande Aracri di Cutro – e’ l’avvocato Carmen Pisanello che tutela insieme ad altri assistiti Carmine Belfiore, per cui l’accusa ha chiesto la condanna a 23 anni di carcere.

“La pressione mediatica e’ tale – afferma Pisanello – che sembra quasi che le parole dell’avvocato difensore, contrapposte a quella della dda e dei testimoni che sono intervenuti, debbano avere un peso diverso da quelle dell’accusa”. E ancora, evidenzia il legale, “sembra che in questo processo l’avvocato e’ difensore della ‘ndrangheta, ma non e’ cosi’: e’ difensore dei diritti degli imputati a cui viene contestato il 416 bis (il reato di associazione di stampo mafioso, ndr)”.

Pisanello conclude quindi ribadendo: “Ho letto articoli che parlano di frizioni della difesa con i giudici. Ebbene sottolineo che non c’e’ alcuna frizione e rivendico questa dignita’ dell’avvocato difensore in un processo di ‘ndrangheta”.