Aemilia, chiesti sei anni per l’ex campione del mondo Iaquinta

Le pene chieste dall'accusa nell'abbreviato: 14 anni per Brescia e i Vertinelli, 18 a Sarcone e meno ai pentiti. Chiesti oltre 1.700 anni di carcere

REGGIO EMILIA – Nessuno sconto dai Pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi della Dda di Bologna che oggi, dopo quasi 3 anni dall’inizio del processo Aemilia, hanno terminato le requisitorie e avanzato le richieste di condanna per 1712 anni di carcere per i 147 imputati, accusati di affiliazione alla ‘ndrangheta ed altri reati come false fatturazioni, frodi, usura ed estorsione. Chiesta una sola assoluzione. A 35 imputati, inoltre, la Procura ha contestato nuovi capi di imputazione per aver continuato a tenere anche dal carcere condotte in favore della consorteria, dagli arresti avvenuti a gennaio del 2015 fino allo scorso marzo. Di questi imputati, 24 hanno optato – come loro diritto – per il giudizio con rito abbreviato.

Tutte le richieste di pena

Ecco le richieste di pena avanzate dai Pm “ritenuta pienamente provata la responsabilita’ penale di ciascun imputato per gli specifici reati ad esso contestati”. Sono stati dunque chiesti 16 anni per Gaetano Blasco, 18 per Michele Bolognino, 16 per Sergio Bolognino e 14 per Pasquale Brescia, imprenditore e considerato ideatore della strategia mediatica del sodalizio criminale. E ancora: 12 anni per l’ex poliziotto Maurizio Cavedo, 12 anni di reclusione per Antonio Floro Vito, e 14 anni per Gianni Floro Vito. Per Antonio Muto (classe ’71) 12 anni, per Antonio Muto (classe 1978) 14 anni, per Antonio Muto del 1955 12 anni e per Luigi Muto 16 anni.

Per Salvatore Muto, che ha deciso di collaborare con la giustizia, sono stati chiesti 8 anni. A seguire le posizioni di Alfonso Paolini (16 anni), Pasquale Rillo (14 anni), Gianluigi Sarcone, fratello del referente emiliano Nicolino (18 anni), Graziano Schirone (12 anni), Eugenio Sergio, parente della moglie del sindaco Luca Vecchi (14 anni) e Antonio Valerio, altro “pentito” a cui vengono riconosciute le attenuanti, 10 anni. Per i fratelli Palmo e Giuseppe Vertinelli, imprenditori “a disposizione della consorteria” si chiede la condanna a 14 anni ciascuno, per Luigi Silipo a 12, per Pierino Vetere a 12. Infine chiesti 12 anni di carcere per Mario Vulcano e idem per Vincenzo Mancuso.

L’accusa chiede inoltre la confisca dei beni gia’ sequestrati con provvedimento del Gip e, per la maggior parte degli imputati dell’abbreviato, dopo aver espiato la pena la permanenza per due anni in una “casa di lavoro”, misura applicabile ai soggetti ritenuti “socialmente pericolosi” (articolo 417 del codice penale).

Chiesti sei anni per l’ex campione del mondo, Vincenzo Iaquinta
Una richiesta di assoluzione e un reato in prescrizione. Sono le uniche “concessioni” fatte dai Pm della Dda di Bologna Marco Mescolini e Beatrice Ronchi, nel formulare questa sera le richieste di pena per gli oltre 100 imputati del processo Aemilia, interessati dal giudizio con dibattimento. Tra le posizioni piu’ “eclatanti” quella di Vincenzo Iaquinta, ex campione del mondo di calcio, per cui sono stati chiesti 6 anni, mentre e’ di 19 anni la richiesta per il padre, l’imprenditore Giuseppe Iaquinta.

Severe le richieste anche per l’imprenditore modenese Augusto Bianchini (15 anni e 6 mesi) e la sua famiglia: 15 anni e 6 mesi alla moglie Bruna Braga, 12 anni al figlio Alessandro, 5 anni e 6 mesi alla figlia Alessandra e 6 anni al figlio Nicola. E ancora 18 anni a Gianluigi Sarcone, che per alcuni reati e’ giudicato anche in abbreviato, 16 anni per Karima Baackaoui (latitante), la giovane innammorata del mondo criminale, e 11 anni per Alfonso Mendicino, che pubblico’ un video contro i reggiani. Chiudono il quadro gli ex esponenti delle forze dell’ordine Mario Cannizzo (14 anni) e Maurizio Cavedo (9 anni e 6 mesi) e l’imprenditore Omar Costi (19 anni e 6 mesi) (fonte Dire).