In utile i conti dell’Istituzione nidi e materne

Il bilancio 2017 chiude con un avanzo di 2,8 milioni e entrate per 28,9 milioni

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REGGIO EMILIA – L’educazione si conferma una delle “competenze distintive” di Reggio Emilia. Lo dimostra il bilancio consuntivo 2017 dell’Istituzione nidi e scuole d’infanzia del Comune di Reggio Emilia, presentato questa sera in commissione in municipio, che si chiude con un avanzo di 2,8 milioni ed entrate correnti per 28,9 milioni. Tra le entrate, e’ inoltre da segnalare l’apporto dato dal protocollo d’intesa tra Reggio Children, Fondazione Reggio Children e Istituzione scuole e nidi dell’infanzia, che ha sviluppato numerose attivita’ di scambi nazionali e internazionali, mostre, editoria, progetti di ricerca ed atelier cittadini.

Queste attivita’ hanno prodotto un ritorno economico di circa due milioni. L’entrata da rette del 2017 e’ stata complessivamente di circa 5,5 milioni di euro, con un leggero incremento rispetto al consuntivo 2016. Il monitoraggio dei pagamenti evidenzia notevole efficacia del costante controllo effettuato prima delle ha consentito di limitare l’indice di morosita’ oramai costante nel triennio intorno allo 0,80% nei nidi e intorno al 2,24% nella scuola d’infanzia. L’anno scorso infine l’Istituzione ha continuato ad ottimizzare le procedure di assegnazione dei posti nel sistema pubblico offrendo ad ottobre, alle famiglie richiedenti scuole d’infanzia del sistema pubblico integrato, ma ancora in lista di attesa, il quadro completo dei posti disponibili nella citta’ per ri-orientare l’iscrizione e ottenere un posto.

“La citta’ di Reggio ha da sempre investito sull’educazione come diritto dei bambini e delle bambine e come bene comune, ritenendo una responsabilita’ collettiva strutturare le condizioni per favorire l’universalita’ dell’accesso alla scuola della fascia da zero a sei anni in un tessuto sociale responsabile e partecipe”, commenta l’assessore comunale all’Educazione Raffaella Curioni. E il bilancio consuntivo “presenta dati significativi in termini di sostenibilita’ economica e di qualita’ del progetto educativo”, aggiunge.

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