Street food, presto una mappa del cibo da strada

Dal gnocco al kebab, un progetto che valorizza i prodotti di qualità

REGGIO EMILIA – Dai tradizionali “gnocco” e erbazzone a pietanze come kebab, chapati indiano o taboule’, un protocollo valorizza il “cibo di strada”. Succede a Reggio Emilia, dove sia in centro storico che in periferia, sono numerosi i negozi che, tutti i giorni e in forma stabile, vendono “street food”. Cosi’ il Comune, insieme al dipartimento di Sanita’ pubblica dell’Ausl e all’Universita’, ha progettato un’attivita’ di valorizzazione di alcuni di questi operatori, cogliendo anche l’occasione per censire i cibi di strada italiani e stranieri presenti in citta’ e per riunirli sotto un unico marchio. Creando cosi’ infine una “mappa” dei luoghi in cui e’ possibile acquistare cibo di strada di qualita’.

Secondo l’intesa firmata oggi in municipio il progetto riguardera’ nella sua prima fase solo alcune aree della citta’: la zona della stazione ferroviaria, via Roma, via Emilia Santo Stefano e via Emilia San Pietro, dove sono presenti circa una ventina tra forni e rivenditori di kebab. L’iniziativa sara’ dunque presentata ai singoli artigiani di queste zone e verra’ loro proposto di aderire alle diverse attivita’ che “Cibi di strada” prevede: incontri di informazione e formazione sulle tematiche relative alla preparazione dei cibi e alla conservazione, alla gestione amministrativa con gli uffici comunali e alle possibili attivita’ di restyling dei punti vendita.

I partecipanti avranno inoltre la possibilita’ di essere promossi all’interno di strumenti di comunicazione e iniziative che l’amministrazione organizza (ad esempio lo Street food festival in zona stazione). Per valorizzare e promuovere la rete dei Cibi di strada, infine, saranno realizzati alcuni strumenti come una vetrofania, una cartina con informazioni utili sui vari esercizi e gli aderenti saranno citati sulla pagina del sito web del Comune dedicata al progetto. L’assessore comunale al Commercio, Natalia Maramotti, sottolinea come l’obiettivo sia “costruire una vera e propria filiera all’interno di una rete stabile di soggetti uniti da un comune logo, intervenendo su qualita’ dei cibi ed estetica dei luoghi”. Questo, aggiunge Maramotti, “significa lavorare non soltanto sulla promozione della qualita’ dei cibi e dei contesti commerciali, ma anche sulla sicurezza urbana, un tema fondamentale per i contesti specifici da cui partiamo, come via Roma o via Turri, risultati piu’ vulnerabili rispetto ad altre zone della citta’”.