Scandiano, operaio perde un braccio nel tornio

E' successo stamattina alla Sacil di Bosco. Il ferito è un 29enne di Vezzano sul Crostolo. Il segretario Fiom, Guaitolini: "Ritmi di lavoro sempre più frenetici"

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SCANDIANO (Reggio Emilia) – Un 29enne di Vezzano, Giulio Profeta, è rimasto gravemente ferito in seguito a un infortunio sul lavoro avvenuto stamattina, poco dopo le 10,30, nell’azienda metalmeccanica Sacil di via dell’Industria nella zona artigianale di Bosco di Scandiano.

Per cause in corso d’accertamento da parte dei carabinieri di Scandiano, intervenuti sul posto insieme al personale della Medicina del Lavoro, l’uomo stava lavorando su un tornio quando, per cause ancora in corso d’accertamento, ha riportato l’amputazione del braccio destro finito nel tornio.

Sono arrivati subito sul posto i sanitari inviati sul posto dal 118 è stato trasportato con urgenza all’Arcispedale Santa Maria Nuova. Sul posto anche i vigili del fuoco per liberare l’operaio infortunato dalla presa del tornio. Sulla esatta dinamica dell’incidente sono in corso gli accertamenti dei carabinieri e del personale della Medicina del Lavoro di Scandiano coordinati dalla Procura reggiana.

Il segretario Fiom, Guaitolini: “Ritmi di lavoro sempre più frenetici”
Scrive il segretario Fiom Guaitolini: Aldilà di quelle che saranno gli esiti degli accertamenti, la cosa insopportabile, è che ci troviamo di nuovo di fronte ad un grave incidente sul lavoro che lascerà conseguenze permanenti su un giovane di 29 anni. Proprio ieri, 26 aprile, avevamo proclamato uno sciopero regionale unitario dei metalmeccanici di un’ora, per chiedere più rispetto delle regole sulla salute e sulla sicurezza, normative più stringenti e maggiori risorse e per denunciare che la ricerca del massimo profitto mette troppo spesso in secondo piano o fanno addirittura trascurare la formazione sui rischi generali e specifici sui posti di lavoro. La ripresa produttiva ha fatto riesplodere a livello nazionale il problema degli infortuni sul lavoro con questa prima parte d’anno in cui abbiamo assitito ad una recrudescenza di infortuni mortali o con gravi conseguenze. Ed ecco che il giorno dopo anche in provincia di Reggio Emilia accade un grave infortunio in un’azienda, dove già erano avvenuti altri infortuni di minore entità negli scorsi anni e l’ultimo a fine novembre e dove come Fiom avevamo chiesto agli organismi preposti l’effettuazione di un sopralluogo per la verifica in materia di sicurezza sul lavoro. Solo da poco la nuova proprietà, entrata nello scorso aprile, ha avviato un piano di formazione antinfortunistica. I ritmi di lavoro sempre piu frenetici, con aumento dei carichi di lavoro sempre più gravosi oltre ad affaticare e ad abbassare la soglia di attenzione dei lavoratori, li portano ad eseguire operazioni senza la necessaria attenzione anche a causa della mancata formazione o di una formazione sommaria. La Fiom Cgil ribadisce la necessità che gli organi inquirenti accertino le eventuali responsabilità e mette a disposizione del lavoratore le proprie strutture per la massima assistenza sotto tutti gli aspetti.

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