Reggio scende in campo a fianco della Siria foto

Campagna umanitaria promossa da Boorea e Arci per raccogliere fondi da destinare a portare acqua agli studenti di Aleppo e per costruire protesi per i mutilati

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REGGIO EMILIA – Boorea, le cooperative del territorio e Arci Reggio Emilia lanciano la campagna umanitaria Reggio for Syria per dare un aiuto e accendere una luce sui conflitti che insanguinano la Siria e il Medio Oriente. Per tutto il 2018 saranno promosse diverse azioni di sensibilizzazione, eventi benefici, incontri scientifici e culturali.

Lo hanno fatto durante un incontro con la stampa a cui erano presenti Luca Bosi, presidente Boorea Emilia Ovest, Giammaria Manghi, presidente Provincia di Reggio Emilia, Matteo Sassi, vicesindaco del Comune di Reggio Emilia, Daniele Catellani, presidente Arci Reggio Emilia, Dina Taddia, presidente GVC, ong, Jean Bassmaji, di AMAR Costruire Solidarietà, Carlo Masgoutiere, ARCHE3D e Stefano Campani, direttore di Boorea

Ha detto Bosi: “Questa è un’iniziativa che punta ad ampliare e ad allargare la platea di soggetti che la sostengono ed è un contenitore dove possono confluire alre realtà. Verrà anche chiesto il patrocinio ai Comuni della provincia per cercare di coinvolgere tutto il territorio”. Ha aggiunto Sassi: “Il Comune di Reggio, attraverso le Farmacie comunali riunite, sosterrà la campagna concretamente”.

Il medico siriano Bassmaji, da tempo impegnato su questi progetti, ha aggiunto: “È stato importante il primo contatto con l’Università di Damasco: ho parlato con Siras al Hinnaui, responsabile del corso di bioingegneria medica nell’ateneo mediorientale, che si è detto entusiasta. Realizzati con le stampanti 3D e assemblati con filamenti elastici particolari, saranno arti rudimentali, di basso costo, eppure in grado di ridonare funzionalità meccanica personalizzata a ogni mutilato perchè il movimento è assicurato, al contrario di quanto avviene con le protesi fisse. L’idea è venuta osservando foto di bimbi mutilati che stavano cercando di scrivere legando una bottiglia al moncone del braccio e inserendo nel collo del recipiente matite fissate con cerotti. Cominceremo a Damasco, ma conto di portare poi altre stampanti ad Aleppo. Il mio obiettivo finale è di far sventolare la bandiera italiana in Siria, magari con un gemellaggio Reggio– Aleppo”.

Tra gli obiettivi della campagna, contribuire al progetto Goccia a goccia di GVC per garantire acqua e servizi igienico-sanitari a oltre 2.800 studenti di Aleppo attraverso l’installazione di una serie di cisterne da 10mila litri all’interno delle scuole riattivate dalla ong. Reggio for Syria inoltre sostiene il progetto promosso da Amar Costruire Solidarietà per un laboratorio a Damasco dedicato alla costruzione di arti artificiali per i mutilati di guerra raccogliendo i fondi necessari ad avviare il progetto e a garantirne il funzionamento.

Tutti i cittadini, le imprese, le istituzioni e le associazioni del territorio sono chiamati a aderire e a collaborare a Reggio for Syria. Ogni contributo aiuta a raggiungere questi importanti obiettivi di solidarietà.

Un bambino siriano mutilato cerca di scrivere utilizzando una bottiglia di plastica

Le iniziative
Il calendario delle iniziative, che si svolgeranno nell’arco di tutto il 2018, è ancora in via di definizione. Il primo appuntamento è per sabato 14 aprile (ore 15.30) con l’inaugurazione della mostra fotografica “La resistenza dimenticata” nei locali del circolo Arci Arcobaleno di Fabbrico. A seguire (ore 17), la tavola rotonda “L’incursione turca ad Afrin” con Lino Foroni, presidente Arci Fabbrico, Cesare Galantini, assessore Città di Carpi, Ozlem Tunkulu, rappresentante del popolo curdo, e Franco Uda della presidenza nazionale Arci.

Sul fronte degli spettacoli, in queste ore Arci è al lavoro per organizzare un concerto benefico di portata nazionale capace di catalizzare l’interesse del grande pubblico. Già confermato invece, tra novembre e dicembre, l’approfondimento sulla Siria all’interno del Corso di geopolitica organizzato da Boorea insieme a Limes in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia.

Non mancheranno anche gli appuntamenti gastronomici: tra maggio e giugno sarà organizzata una Gnoccata di solidarietà, sabato 2 giugno (ore 20) è in programma una Cena siriana al Circolo ARCI Pigal preceduta da un incontro culturale, e a fine novembre l’immancabile appuntamento con la Grande Cena di Boorea che anche quest’anno punta a battere il record della solidarietà.

I Progetti

Goccia a goccia
Il progetto Goccia a Goccia ha l’obiettivo di assicurare acqua a oltre 2.800 studenti di Aleppo. Attraverso l’installazione di una serie di cisterne da 10mila litri, ogni studente avrà a disposizione acqua e servizi igienico-sanitari all’interno delle scuole riabilitate da GVC. In Siria, a causa della guerra, una scuola su quattro è stata distrutta o danneggiata e migliaia di bambini non possono studiare. È fondamentale ripartire dall’acqua e dalla scuola, lavorando per ripristinare le strutture scolastiche e idriche, garantendo un luogo sicuro ai più piccoli.

GVC è tra le poche organizzazioni al mondo ad essere autorizzata dalla Mezza Luna Rossa a operare in Siria. La ong è in Siria da prima della guerra e, con l’intensificarsi del conflitto, sta assistendo la popolazione con interventi di emergenza a sostegno dei rifugiati siriani, migliorando le condizioni di vita negli insediamenti informali di tende e garantendo l’accessibilità sia all’acqua pulita che ai servizi igienico-sanitari.

GVC in Siria ha garantito l’acqua a migliaia di persone attraverso l’installazione di cisterne per lo stoccaggio e la distribuzione di taniche in diversi dipartimenti di Aleppo, Quneitra, Sweida, Daraa e Damasco. Ad Aleppo ha riattivato 14 scuole, realizzato 12 aule prefabbricate e distribuito oltre 10mila kit scolastici, permettendo il rientro a scuola a 16.752 mila studenti.

Laboratorio arti artificiali
Per aiutare le migliaia di mutilati di guerra siriani, la onlus reggiana Amar Costruire Solidarietà allestirà un laboratorio per la costruzione di arti artificiali presso la facoltà di Bioingegneria dell’Università di Damasco. Grazie a scanner e stampanti 3D il laboratorio è in grado di costruire, a basso costo, protesi personalizzate destinate ai feriti da scoppio di mine e altri ordigni esplosivi.

L’associazione Amar nasce con l’obiettivo di costruire solidarietà tra i popoli, sostenendo le persone colpite da calamità o conflitti allo scopo di restituire loro uno stato di autonomia. Amar opera per la legalità e i diritti, ripudia la guerra e il commercio di armi e si oppone a ogni forma di violenza.

Come donare
Versamento sul conto corrente bancario presso Banca MPS, Agenzia di via Sessi – Reggio Emilia IBAN IT30R0103012802000000085164, intestato a Boorea Emilia Ovest Sc, causale: Reggio for Syria. Informazioni: 0522 367685 • boorea@boorea.it • www.facebook.com/reggioforsyria

La crisi siriana
A 7 anni dallo scoppio della guerra civile, la crisi siriana è la più grande emergenza umanitaria dalla seconda guerra mondiale e diventa ogni giorno più grave. Metà della popolazione è in fuga dalla guerra: sono oltre 6 milioni gli sfollati interni, e il numero di rifugiati ha raggiunto l’allarmante cifra di 5 milioni di persone (secondo i dati dell’Unhcr). Uomini, donne e bambini che hanno bisogno di posti di lavoro, assistenza sanitaria, istruzione. Il numero di persone ferite da mine, trappole esplosive e bombe inesplose è raddoppiato tra novembre 2017 e marzo 2018. La metà delle vittime sono bambini, alcuni anche di un anno.

L’emergenza siriana riguarda soprattutto i minori: il conflitto sta minando il futuro di 3 milioni di bambini che non hanno conosciuto altro se non la guerra e che vengono bombardati nelle loro case, a scuola o negli ospedali. La percentuale di scolarizzazione in Siria oggi è la seconda peggiore al mondo: 1,8 milioni di bambini non possono andare a scuola.

I numeri dell’emergenza
Oltre 5 milioni di persone in fuga dalla Siria dall’inizio del conflitto, ben 6,5 milioni di sfollati interni, 1,8 milioni di bambini che non possono andare a scuola e 1,5 milioni di civili siriani che hanno riportato invalidità permanenti a causa del conflitto. Ben 86mila mutilati di gambe e braccia.

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