Masone, sequestrato finto circolo privato: era un night foto

La polizia mette i sigilli al "Marylin club", di via Soncini. La polizia: "Al suo interno si tollerava l'esercizio della prostituzione"

REGGIO EMILIA – Nella notte fra sabato e domenica gli agenti della squadra mobile hanno proceduto al sequestro preventivo del circolo privato Masone club, conosciuto anche come “Marylin club”, di via Soncini a Masone. Si tratta di un luogo, come si legge sul sito del locale, in cui gli associati, previa una accurata selezione, potevano trascorrere delle serate trasgressive.

La polizia ha fatto irruzione nel circolo dando esecuzione ad un decreto di perquisizione emesso dalla Procura. Le prime indagini, svolte dagli investigatori, hanno evidenziato “come il circolo privato fosse un paravento e come, in realtà, rappresentasse un night, un esercizio pubblico, in cui veniva tollerato e favorito l’esercizio della prostituzione”.

Scrive la questura: “Dai primi accertamenti è emerso che chiunque, previo pagamento di un biglietto/tessera, poteva entrare nel locale. Una volta all’interno, dopo aver versato una somma di denaro alla cassa al gestore di fatto del circolo, A. F. 69 anni, il cliente poteva scegliere se intrattenersi nel locale, appartandosi in apposite zone privè, piccole aree con dei divanetti chiusi da tende, o, addirittura, “noleggiare” una ragazza per condurla all’esterno del locale. All’interno dei privè o all’esterno i clienti potevano beneficiare di prestazioni sessuali di varia natura”.

Tra le “socie”, in realtà, c’erano donne, secondo gli inquirenti, “remunerate per intrattenere, in vario modo, gli avventori, di svariate nazionalità: italiane, sud americane, rumene, lituane, ucraine, russe e magrebine. Tra loro anche una donna irregolare sul territorio nazionale, messa a disposizione dell’Ufficio Immigrazione”.

Uno dei privè del locale

Le storie delle donne, pur con differente grado di reticenza, sono spesso simili. Si tratta di ragazze spesso giovani, già madri, intenzionate a guadagnare soldi da inviare in patria per il mantenimento della famiglia. Continua la questura: “Il titolare di fatto del Club, tra l’altro, oltre al salario, minimo, garantiva alle ragazze anche un posto letto; il gruppo, infatti, aveva a disposizione un appartamento in via Turri ove venivano fatte alloggiare le donne”. Proprio dai controlli in zona stazione e via Turri e dal sospetto via vai di ragazze da un civico della via sono partite le indagini della auestura reggiana.

Conclude la nota della polizia: “Il controllo e la perquisizione dell’asserito circolo con finalità educative e ricreative consentiva di appurare che il locale, in realtà, operasse come night e che al suo interno il gestore di fatto vi tollerasse l’esercizio della prostituzione”.  E’ il secondo circolo in meno di un anno che viene sequestrato dalla squadra mobile reggiana, dopo “Terrazza Beretti” sottoposta a sequestro nel giugno del 2017.