Quantcast

Le imprese assumono gli under 30, ma con contratti precari

Nel 73% dei casi i rapporti saranno a tempo determinato (38%) o con altri contratti con durata predefinita (come somministrazione e collaborazione)

Più informazioni su

REGGIO EMILIA – Le imprese della provincia di Reggio Emilia rilanciano decisamente sull’occupazione giovanile. Tra quelli che saranno attivati nel trimestre aprile-giugno 2018, infatti, quattro contratti di lavoro su 10 dovrebbero riguardare gli “under 30”, una percentuale (il 43%) che colloca la provincia al primo posto a livello nazionale per opportunita’ lavorative offerte ai giovani davanti a Brindisi e Teramo.

E’ quanto emerge dall’analisi effettuata dall’Ufficio Studi della Camera di commercio di Reggio Emilia, dei dati del sistema informativo degli enti camerali Excelsior. Nello specifico le imprese reggiane prevedono di attivare complessivamente, fra aprile e giugno di quest’anno, oltre 12.600 rapporti di lavoro di cui piu’ di 4.000 nel solo mese di aprile. Questi ultime si concentreranno, nel 66% dei casi, nel settore dei servizi e per il 69% nelle imprese con meno di 50 dipendenti.

Dall’indagine sulle previsioni di assunzione delle imprese private con dipendenti dell’industria e dei servizi, inoltre, risulta che circa un terzo dei rapporti di lavoro attivati entro il mese di aprile dovrebbero essere stabili, ovvero con contratto a tempo indeterminato (19% dei casi) o di apprendistato, mentre nel 73% dei casi sara’ a termine, cioe’ a tempo determinato (38%) o con altri contratti con durata predefinita (come somministrazione e collaborazione).

Inoltre, considerando il solo mese di aprile, il 10% dei contratti che dovrebbero essere attivati sara’ destinato a personale laureato, e il 18,3% del totale dovrebbe riguardare profili high skill (ossia dirigenti, specialisti e tecnici), una quota, questa, superiore alla media nazionale che si attesta al 17%.

All’interno di tali profili si riscontrano, pero’, anche le maggiori difficolta’ nell’identificare il candidato idoneo a ricoprire il ruolo richiesto dall’imprenditore: si tratta in particolare degli specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche (e’ difficile reperire lavoratori con questo profilo nel 56,3% dei casi), tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione (45,5%); operai nelle attivita’ metalmeccaniche ed elettromeccaniche (43,4%) e progettisti, ingegneri e professioni assimilate (42,3%).

Più informazioni su