La Val d’Enza museo diffuso della Resistenza

Il primo step è un sito internet che promuove memoria e territorio

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REGGIO EMILIA – La memoria della Resistenza come fattore di promozione turistica. E’ l’idea alla base del nuovo e articolato progetto che lega l’Istituto Alcide Cervi, l’Anpi provinciale e 14 Comuni della Val D’Enza nel territorio della provincia di Reggio Emilia.

Nell’ambito dell’iniziativa, denominata “Resist-Enza”, e’ in primo luogo attivo da oggi il sito internet “www.laviadellaliberta.it“, portale online dove, in forma di racconto narrativo, sono riportate le vicende storiche e dei personaggi protagonisti della lotta partigiana nelle zone interessate dal progetto. Ci sono pero’ anche schede di approfondimento, fotografie e alcuni “quiz”, il cui obiettivo e’ attrarre i cittadini direttamente sul posto per conquistare una sorta di “contenuti extra”.

Alcuni di questi potranno essere trovati in tre luoghi ben definiti: Casa Cervi, il castello di Canossa e il museo di Brescello. Allo spazio virtuale se ne aggiungera’ inoltre tra un paio di mesi anche uno fisico. Sara’ infatti inaugurato il nuovo “sentiero Cai 672”, che si snoda per circa 100 chilometri dalla montagna al Po, attraversando i luoghi pubblicizzati nel sito internet. Il tutto, spiegano i promotori dell’iniziativa avallata dalla Regione, “per mettere in rete i luoghi della memoria in un ‘museo diffuso’ sul territorio aperto a tutti i cittadini”.

Come sottolineano Giuliano Fornaciari, membro del cda di Casa Cervi e il vicesindaco di San Polo d’Enza, Edmondo Grasselli, “si tratta di un esempio di un turismo intelligente, etico e di impegno civile, tra l’altro in forte espansione in altre nazioni”. Per Natalia Maramotti, assessore comunale nel capoluogo e presidente della Destinazione turistica Emilia, “si tratta di un progetto estremamente positivo perche’ mette in campo un criterio strategico nella promozione culturale, che e’ quello di creare relazioni di rete per costruire prodotti turistici efficaci”. La “memoria- conclude il presidente della Provincia Giammaria Manghi non e’ solo un patrimonio di valori che affonda le radici nella storia, ma in questo caso puo’ rappresentare uno strumento concreto di promozione dei territori e delle comunita’, che si sono mossi sulla scia degli ideali della Resistenza”.

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