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Convegno su contrasto alle mafie e legalità

L'incontro, promosso dall'ordine dei commercialisti, con Sangallo, Nicaso e Gratteri, si terrà venerdì 20 aprile (ore 17,30) nell’aula Manodori dell’Università

REGGIO EMILIA – Il contrasto alle mafie passa attraverso le sfide per il cambiamento culturale ma anche normativo. Gli obiettivi comuni per uno sviluppo sostenibile, contenuti nell’Agenda Globale approvata dalle Nazioni Unite, saranno al centro dell’incontro che si terrà il prossimo venerdi 20 aprile (ore 17,30) nell’aula Manodori dell’Università di Modena e Reggio.

Promosso dall’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili di Reggio Emilia ed Emil Banca all’interno della rassegna Noi Comuni e Cittadini Reggiani Contro le Mafie, all’evento parteciperanno Antonio Nicaso, docente alla Queen’s University e St. Jerome’s University, Mons. Samuele Sangalli, professore di Etica delle professioni alla LUISS di Roma, Nicola Gratteri, procuratore Capo al Tribunale di Catanzaro, Corrado Baldini presidente dell’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili di Reggio Emilia e Paola Pizzetti, vicepresidente Emil Banca Reggio Emilia.

Le Nazioni Unite nel 2015 hanno approvato l’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile e i relativi 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile, articolati in 169 Target da raggiungere entro il 2030. Un evento storico, sotto diversi punti di vista. Infatti è stato espresso un chiaro giudizio sull’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo, non solo sul piano ambientale, ma anche su quello economico e sociale. In questo modo, ed è questo il carattere fortemente innovativo dell’Agenda, viene definitivamente superata l’idea che la sostenibilità sia unicamente una questione ambientale e si afferma una visione integrata delle diverse dimensioni dello sviluppo.

Tutti i Paesi sono chiamati a contribuire allo sforzo di portare il mondo su un sentiero sostenibile, senza più distinzione tra Paesi sviluppati, emergenti e in via di sviluppo, anche se evidentemente le problematiche possono essere diverse a seconda del livello di sviluppo conseguito. Ciò vuol dire che ogni Paese deve impegnarsi a definire una propria strategia di sviluppo sostenibile che consenta di raggiungere gli SDGs, rendicontando sui risultati conseguiti all’interno di un processo coordinato dall’Onu.
L’attuazione dell’Agenda richiede un forte coinvolgimento di tutte le componenti della società, dalle imprese al settore pubblico, dalla società civile alle istituzioni filantropiche, dalle università e centri di ricerca agli operatori dell’informazione e della cultura.

Il processo di cambiamento del modello di sviluppo verrà monitorato attraverso un complesso sistema basato su 17 Obiettivi, 169 Target e oltre 240 indicatori. Sarà rispetto a tali parametri che ciascun Paese verrà valutato periodicamente in sede Onu e dalle opinioni pubbliche nazionali e internazionali.