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I Comuni della bassa reggiana stanano gli evasori, ma restano beffati

Il presidente della Provincia, Giammaria Manghi: "Enti locali penalizzati da leggi nel riscuotere quanto accertato"

REGGIO EMILIA – Attraverso l’ufficio unico tributi, attivo da meno tre anni, l’Unione dei Comuni “Bassa reggiana”, ha potenziato i controlli contro l’evasione delle tasse locali, portando ad un netto incremento delle somme accertate. Sul fronte della riscossione, pero’, gli enti locali rimangono a bocca asciutta, perche’ penalizzati dalle normative vigenti. La denuncia arriva dal presidente della Provincia di Reggio Emilia e dell’Unione, Giammaria Manghi, che spiega: “Si pensi che a fronte di oltre due milioni e 800.000 euro di accertamenti per Ici, Imu e Tasi, nel 2017, sono stati riscossi soltanto un milione e 111.000 euro. Mentre per Tarsu, Tares e Tari l’accertato e’ di due milioni e 170.000 euro a fronte di un riscosso di 857.000 euro”.

Dati tra l’altro in linea con quelli del 2015 e del 2016: per Ici, Imu e Tasi il riscosso in questi due anni e’ stato di circa 1,5 milioni a fronte di oltre cinque milioni di accertato, mentre per Tarsu, Tares e Tari e’ stato riscosso poco piu’ di un milione, nonostante un accertato di oltre 3,7 milioni. “Abbiamo implementato le forze dedicate dai singoli Comuni – spiega Manghi – fornendo anche al personale l’opportunita’ di una maggiore formazione di fronte a un panorama tributario che in questi anni e’ cambiato ripetutamente. Purtroppo questi sforzi importanti non vengono premiati”.

Il presidente aggiunge: “le normative vigenti prevedono un percorso per la riscossione particolarmente articolato. In piu’, per gli enti locali c’e’ un’altra aggravante: per coprire i crediti di dubbia esigibilita’ devono accantonare ingenti risorse a garanzia del debito, privando di fatto la comunita’ di risorse preziose”. Dunque, conclude Manghi, “i Comuni mettono in campo forza e impegno, ma vengono ostacolati da un meccanismo paradossale: oltre al danno, c’e’ anche la beffa”.