Cinque trucchi per rendere lo studio della fisica più semplice e redditizio

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REGGIO EMILIA – Le statistiche parlano chiaro: tra le materie di studio della scuola dell’obbligo, la fisica è una delle meno amate dalla popolazione studentesca. E di conseguenza una delle più odiate da parte dei genitori della suddetta popolazione, spesso costretti a investire cospicue somme in ripetizioni di fisica per permettere alla loro progenie di superane una vera e propria impasse sotto forma di debito formativo.
Colpa della natura intrinseca della materia in questione, costretta a esprimere un concetto di base filosoficamente molto elevato – studiare la natura della Terra e del cosmo, indagare le leggi che ne governano il funzionamento – sotto forma di formule che ai non iniziati appaiono come arcane e impenetrabili. Esattamente ciò che lo studente medio teme di più.

Per anni ci si è arrovellati su come rendere la fisica – ma anche la chimica e la matematica – delle materie più catchy per gli studenti, proponendo soluzioni tra il fantasioso e l’improbabile e riscontrando più fallimenti che successi. Eppure qualche risultato è stato ottenuto, soprattutto dal punto di vista metodologico. Niente di rivoluzionario, beninteso, ma una sorta di prontuario per agevolare lo studente, fornendogli alcuni strumenti per facilitarne il percorso didattico e ottenere risultati più gratificanti. Non solo dal punto di vista della valutazione scolastica, ma anche sul piano della sedimentazione delle informazioni recepite.
Quelli che trovate di seguito sono 5 semplici criteri con cui affrontare lo studio della fisica. Nella maggior parte dei casi, laddove seguiti con scrupolo e impegno, possono offrire risultati niente affatto trascurabili.

1. Partire dal nucleo
Se dovessimo rappresentare graficamente una materia come la fisica, otterremmo una figura fatta di altre figure concentriche. Perché la fisica è sostanzialmente questo: una serie di teorie concentriche che hanno origine dal medesimo nucleo. Quest’ultimo è costituito da una serie di leggi fondamentali, che rappresentano la base per ogni teoria successiva: dalla meccanica quantistica alla teoria della relatività, la fisica gira sempre intorno ai medesimi concetti, e utilizza gli stessi parametri.

Ne consegue che anche le formule fisiche più complesse non sono altro che delle più o meno elaborate variazioni sul tema. Pertanto l’ultima cosa da fare è impararle a memoria: molto meglio sforzarsi di comprendere la meccanica delle formule base, per poi riprodurla, su scala più grande, nelle teorie più elaborate.

2. Rafforzare il legame con la matematica
Che piaccia o no – e in genere la cosa non piace – la fisica impone di confrontarsi con numeri e formule matematiche. Ma quello che a prima vista appare come un vulnus, può essere ribaltato e trasformato in un punto di forza. Utilizzare gli esercizi di fisica per aumentare le proprie skills in matematica, e viceversa fare leva sugli esercizi di matematica per venire a capo dei problemi di fisica più complessi, in un’osmosi costante tra le due materie, consente di ottimizzare tempo e risorse, facendo registrare progressi sia nell’uno che nell’altro versante.

3. Semplificare
Anche dietro la formula più complessa si nasconde la possibilità di ridurre il tutto a un’espressione più semplice e comprensibile. Riportare un problema inerente la fisica a una situazione di vita reale aiuta spesso a comprenderne il funzionamento. In linea più generale, di fronte a un problema apparentemente irrisolvibile è consigliabile non farsi vincere dalla frustrazione, ma cercare di comprenderne i meccanismi interni, anche aiutandosi con esempi presi dall’esperienza quotidiana.

4. Servirsi di grafici e schemi
Una rappresentazione grafica, per quanto semplice e schematica, può essere d’aiuto nell’individuare e risolvere problemi complessi. Non importa se non sapete disegnare o avete la mano malferma: schemi e grafici sono uno strumento d’uso che serve essenzialmente a voi, a facilitare la comprensione di determinati processi e a determinarne la soluzione.

5. Prendere appunti dei progressi registrati
Una piccola memoria dei vostri progressi nel corso dello studio, oltre a funzionare come riassunto o appunti di emergenza, vi offrirà in tempo reale la misura della strada intrapresa. Un piccolo propulsore motivazionale che, nei momenti di maggiore sconforto o frustrazione, potrà darvi nuove energie.

 

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