Cavriago, referendum nuova scuola: vince l’astensionismo

Per rendere valida la votazione serviva che il 40% più uno degli aventi diritti ieri si recasse alle urne. Ci si è fermati al 15,10% pari a 1.250 votanti. Il sindaco Burani: "Dispiace che su una questione così importante si sia fatta campagna politica"

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CAVRIAGO (Reggio Emilia) – Vince l’astensione al referendum per la costruzione di una nuova scuola primaria Rodari a Cavriago. Solo pochi cittadini sono andati a votare. Per rendere valida la votazione serviva che il 40% più uno degli aventi diritti ieri si recasse alle urne. Ci si è fermati al 15,10% pari a 1.250 votanti (il quorum era a 3.313). Per la cronaca i “sì” hanno vinto con il 72,46% e i “no” hanno ottenuto il 27,54%.

Il sindaco Burani: “Dispiace che su una questione così importante si sia fatta campagna politica”
“Nel 2014, nel programma elettorale, avevamo inserito la ristrutturazione della Rodari e i cittadini, anche attraverso questo referendum, hanno rimarcato ancora una volta che sostengono l’amministrazione comunale in questa scelta”, afferma Burani. “Dispiace molto per i toni che si sono raggiunti in questi mesi, per le spaccature che questa campagna referendaria ha creato, per la politicizzazione che è stata fatta su un tema che da sempre ci sta molto a cuore, l’edilizia scolastica, la scuola, la sicurezza e soprattutto i bambini. Dispiace anche per le inesattezze che sono state dette”.

Il primo cittadino ricorda infatti che un anno e mezzo fa “era stata sciolta la convenzione con Pratonera proprio per rimettere mano a quel progetto di ristrutturazione. Che senso aveva fare un referendum prima di aspettare le modifiche?”. Alle accuse di non aver preso in considerazione le sollecitazioni del mondo della scuola, replica: “Basta guardare le modifiche per rendersi conto che le cose non stanno così. Avevamo ed abbiamo ben presenti le esigenze della scuola, che sono esigenze che riguardano certamente la struttura ma anche ciò che si fa dentro alla scuola. Invito tutti a spendere energie e pensieri anche su questo. La cittadinanza comunque si è espressa, anche attraverso l’astensione. Tengo poi a precisare che io, come sindaco, non ho mai invitato la cittadinanza a non andare a votare, sia chiaro, visto che sono stato accusato anche di questo”.

Prosegue Burani: “Siamo stati accusati di non avere a cuore le sorti della scuola e dei bambini, invece questo progetto parte proprio dall’idea che riteniamo importante continuare a investire nel mondo dell’educazione, mettiamo al primo posto la sicurezza e stiamo progettando una ristrutturazione in linea con le attuali esigenze scolastiche. Ma crediamo anche che il recupero di edifici storici, il non continuare a edificare siano scelte di un’amministrazione attenta anche all’ambiente, al territorio e alla propria storia. E a chi dice che quell’edificio, l’ex Cremeria, non è nata per essere una scuola, ricordiamo che ad esempio l’ex Caserma Zucchi ospita oggi l’Università per non parlare del Centro Loris Malaguzzi che trova sede all’ex Locatelli. Entrambe importanti realtà educative, spesso prese come esempio a livello internazionale. E’ quindi il contenitore il problema? Dipende sempre come si recupera un edificio, e stiamo facendo tutto il possibile affinché la scuola Rodari sia ristrutturata nel modo migliore e che vada incontro alle esigenze di tutti”.

Ecco ora come si intende procedere. “Grazie all’escussione della fideiussione, che ci garantisce di avere una copertura finanziaria certa per questi lavori – al contrario di quanto era indicato nel quesito referendario – stiamo procedendo con l’iter previsto per la ristrutturazione. Entro fine 2018 aprirà il cantiere”. In ultimo ribadisce: “Dispiace che su una questione così importante c’è chi ne ha approfittato per fare campagna politica. Su certe questioni contano i progetti concreti e realizzabili. Ho trovato scorretto ed inopportuno l’intervento soprattutto di figure politiche esterne”. E annuncia: “Ora, con il mondo della scuola, proseguirà anche il confronto su altri temi, al di là dell’edilizia scolastica, così come abbiamo fatto in questi anni: ad esempio problemi molto importanti come il bullismo e la pedofilia”.

Costa e Tagliavini: “Risultato inequivocabile che conferma la bontà dell’operato dell’amministrazione”
Andrea Costa e Andrea Tagliavini, rispettivamente segretario e vicesegretario provinciali del Pd, scrivono: “Il risultato che esce dalle urne del referendum di Cavriago è inequivocabile e conferma la bontà dell’operato dell’amministrazione comunale e del Pd su quel territorio. A loro va il nostro plauso per il lavoro svolto e per il risultato ottenuto. Su questo tema non siamo intervenuti prima proprio perchè abbiamo ritenuto corretto rispettare la valenza territoriale di quella consultazione. Oggi però vogliamo sottolineare come la proposta di pianificazione scolastica messa in campo dall’amministrazione non solo sia stata compresa ma anche sostenuta pienamente dai cittadini. Com’era giusto fare, sia l’amministrazione comunale che il PD hanno aperto ad azioni di miglioramento e ascolto e su queste hanno costruito il dialogo che ha portato alla piena fiducia verso le nostre proposte. Ora lo sforzo di tutti, anche di chi ha sostenuto il si, riteniamo debba essere quello di riappacificare il clima politico lavorando affinché i progetti presentati ai cittadini possano diventare presto realtà. E sempre a proposito di pacatezza vorremmo suggerire agli amministratori di altri comuni che sono intervenuti, di concentrare le proprie energie sui temi amministrativi in cui sono direttamente coinvolti visto che di lavoro da fare ce n’è molto e che il voto di ieri ha dimostrato la maturità dell’opinione pubblica nel valutare le proposte presentate. Infine è sicuramente positivo dal nostro punto di vista che la cittadinanza abbia compreso che i progetti di edilizia scolastica devono essere belli, lungimiranti e sostenibili. Questo segno denota grande maturità proprio nella capacità di essere comunità”.

 

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