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Castagnetti: “Otello Montanari, l’amore per la verità”

L'ex vicepresidente della Camera: "Ha sofferto per questo, ma non ha desistito, pagando prezzi politici assai costosi"

REGGIO EMILIAÈ morto Otello Montanari, partigiano, dirigente e parlamentare del Pci, presidente del Comitato primo tricolore, promotore della campagna “Chi sa parli” a proposito delle pagine oscure del dopoguerra. Ho sempre associato l’immagine di Otello Montanari a quella della quercia: uomo solido, dalle radici profonde allargate, resistente alle tante intemperie della vita, sempre pronto a una nuova primavera.

Senza di lui probabilmente non si sarebbe costituito e non avrebbe operato così proficuamente il Comitato Primo Tricolore che ha contribuito a diffondere l’amore per il nostro vessillo nazionale non solo tra i ragazzi e a utilizzarlo come strumento di educazione patriottica.

Ma passerà alla storia per le sue prime dichiarazioni e la campagna “Chi sa parli!” che ha consentito di fare luce su tante pagine buie della storia politica del dopoguerra e della stessa Resistenza fra cui quella sul delitto don Pessina, che tanta dura incomprensione gli ha procurato soprattutto tra i vecchi compagni partigiani. Ha sofferto per questo, ma non ha desistito, pagando prezzi politici assai costosi.

Un uomo tutto d’un pezzo, antifascista da sempre, partigiano invalidato fisicamente dalla lotta di liberazione, tra i primi uomini del dialogo con i cattolici sin dall’immediato dopoguerra nella sua San Maurizio, ci lascia come insegnamento soprattutto l’amore per la verità, costi quel che costi.