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Associazione Cappelletto, la Salvarani: “Ristoratori, fatevi avanti: non abbiate paura”

La presidente: "Ho mandato mail a tutti. Sono super partes, spero che molti ci ripensino"

REGGIO EMILIA – “Ho mandato mail a tutti i ristoratori reggiani che fanno i cappelletti. C’è chi ha risposto dicendo che non gli interessava e chi ha detto che era stanco di iniziative che poi non funzionano e gli fanno perdere tempo. Io, poi, mi sento assolutamente super partes. Faccio un appello a chi non è entrato nell’associazione affinché ci ripensi”.

Fulvia Salvarani (foto), titolare insieme al marito del “Caffè Arti e Mestieri”, replica così al nostro articolo in cui si faceva notare come, nella neonata Associazione del Cappelletto reggiano (presentata venerdì scorso nel suo ristorante), di cui è presidente, mancassero molti esercenti importanti del nostro territorio che pure realizzano la squisita pasta ripiena tipica del Reggiano. All’elenco degli aderenti mancavano nomi illustri fra cui “Il Viandante”, “Marta in Cucina”, “Cà Matilde” (una stella Michelin),” Il Bosco”, il “Pozzo”, il “Prater”, il “Gioco dell’Oca”, il “Canossa”, “Cattini”, “Il Macellaio”, “Chilometro Zero”, “Mamma Rosa” e “La Capannina”.

Un peccato, perché è importante che queste associazioni siano realmente e pienamente rappresentative, dato che operano nell’ambito del marketing territoriale e della promozione del territorio e, spesso, mobilitano risorse economiche private e anche pubbliche.

Signora Salvarani, come mai mancano tanti ristoratori importanti nella vostra associazione?
Guardi, “Cà Matilde” e “Canossa” hanno scritto una mail dicendo che non gli interessava, il “Bosco” ha detto che, dopo che è andata male l’iniziativa “GustaRe”, non voleva partecipare ad altre cose del genere.

Non è che alcuni sono rimasti fuori perché non hanno gradito che il presidente sia anche il titolare di un ristorante, come nel suo caso? Non era meglio scegliere un nome super partes?
Io mi sento super partes, perché continuo a pensare di essere del Rigoletto (il celebre ristorante di Reggiolo danneggiato dal terremoto, ndr), neanche del Caffè Arti e Mestieri. E infatti mio marito, Gianni D’Amato, è rimasto fuori da questa cosa. E poi, quando voglio fare una cosa, mi piace farla bene.

Resta il fatto che molti ristoratori sono fuori dall’associazione…
Qualcuno non ha capito l’iniziativa, o non ha preso abbastanza in considerazione l’ennesima associazione che si è costituita. Mi dispiace.

Eppure voi avete contatto tutti, vero?
Ho mandato tantissime mail a tutti i ristoratori che so che fanno i cappelletti.

Vuole fare un appello a chi è rimasto fuori?
Sì, vorrei che cambiassero idea. Quelli che entrano adesso, anche se non sono fra i fondatori, verranno alle riunioni come noi e avranno gli stessi diritti. Quando si parla di cose come queste, lo si deve fare tutti insieme. Io voglio andare d’accordo con tutti. Quando faccio iniziative come questa, non sono più del Caffè Arti e Mestieri.