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Aemilia, Nicaso: “Pentiti confermano qualità degli investigatori”

L'esperto: "Aiutano la giustizia se dialogano con persone credibili"

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REGGIO EMILIA – I collaboratori di giustizia del processo Aemilia contro la ‘ndrangheta al nord che si sono fatti avanti in questi anni (gli ultimi due che hanno deposto in questi mesi sono Antonio Valerio e Salvatore Muto), “testimoniano la credibilita’ degli investigatori”.

Lo spiega l’esperto di mafie Antonio Nicaso, direttore scientifico dell’ottava edizione del festival della legalita’ promosso dalla Provincia di Reggio Emilia, citta’ nel cui tribunale ha luogo il dibattimento. Nicaso spiega infatti: “I collaboratori non nascono per caso, ma nel momento individuano delle persone con cui dialogare, che ritengono oneste e capaci. Quando cio’ avviene questi ‘ndranghetisti riescono a collaborare in modo efficace: e’ tutta una questione di credibilita’”.

Quindi “questa presenza di collaboratori in Aemilia e’ un ulteriore testimonianza della credibilita’ degli investigatori che operano su questo territorio”. Ribadisce infatti Nicaso: “Spesso si parla di omerta’ ma quando si individuano soggetti capaci tra le forze dell’ordine le collaborazioni arrivano e queste persone, che non sono pentite ma puntano ad evitare pene maggiori, decidono di fare il grande salto”. I collaboratori inoltre, “sono insieme alle intercettazioni ambientali e telefoniche indispensabili per combattere le organizzazioni criminali”.

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