Aemilia, la Sergio di nuovo nel mirino dei Cinque Stelle

I parlamentari del M5S dopo le dichiarazioni dell'imputato Paolini al processo Aemilia: "Chiedeva voti? A che titolo? Se confermati comportamenti inopportuni, si dimetta"

REGGIO EMILIA – Si riaccendono le polemiche su Maria Sergio, moglie del sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi e dirigente comunale all’Urbanistica a Modena (ruolo ricoperto per 10 anni anche a Reggio), il cui nome e’ rispuntato ieri nel maxi-processo Aemilia contro la ‘ndrangheta. A citare la funzionaria e’ stato ieri l’imputato Alfonso Paolini che ha detto che la Sergio (legata da parentele con la moglie di Paolini stesso, secondo quanto ha dichiarato l’imputato) gli avrebbe chiesto dei voti.

Alfonso Paolini, 65 anni, accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso, è una figura relativamente nuova: prima di Aemilia, era comparso nel processo “Grande Drago”, celebrato in Calabria, uscendone però assolto nel 2006.

Paolini, che si e’ definito un “venduto della politica” ha riferito di aver acconsentito, tanto per lui “uno valeva l’altro”. Tanto è bastato per l’attacco dei parlamentari del Movimento 5 Stelle Davide Zanichelli, Maria Edera Spadoni, Maria Laura Mantovani e Giulia Sarti, secondo cui “se quanto affermato da Paolini risultera’ suffragato da fatti, siamo di fronte all’ennesimo caso di totale inopportunita’ dell’azione di Maria Sergio che dovrebbe rassegnare le dimissioni dal suo attuale incarico a Modena”.

Non si capisce infatti “a che titolo e in quali occasioni elettorali la dirigente all’urbanistica Maria Sergio, moglie dell’attuale sindaco e prima consigliere comunale e capogruppo del Pd Luca Vecchi, che non e’ stata mai candidata e ricopriva un importante ruolo tecnico all’interno del Comune capoluogo, chiedeva voti” (Fonte Dire).