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Stazione spaziale cinese, rientro nel primo pomeriggio di Pasqua

La probabilità che uno o più frammenti colpiscano l'Italia sono dello 0,2%. Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna le regioni potenzialmente interessate

REGGIO EMILIA – La stazione spaziale cinese Tiangong1 ha ormai perso il controllo di assetto e ha cominciato a ‘ruzzolare’, o a ‘tombolare’ come dicono gli esperti, ossia a ruotare in modo irregolare su se stessa, rendendo più difficili i calcoli di astrofisici di tutto il mondo che in queste ore la stanno seguendo con telescopi e radar. Secondo quanto emerge dalle rilevazioni diffuse dalla principali agenzie spaziali e organizzazioni internazionali, Tiangong 1 sta scendendo molto più lentamente rispetto a quanto indicavano i modelli teorici e le previsioni per il rientro continuano a slittare: le stime più recenti indicano il pomeriggio del primo aprile, con un’approssimazione di circa 14 ore.

La probabilità che uno o più frammenti colpiscano l’Italia sono dello 0,2%. Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna le regioni potenzialmente interessate.

Ultimo passaggio visibile della stazione spaziale cinese Tiangong 1 nel cielo italiano prima del rientro in atmosfera previsto per Pasqua: alle 5,50 del 31 marzo la stazione spaziale sorvolerà il Sud Italia, brillando come la stella Vega. Sarà visibile anche nei cieli di Roma nello stesso orario, anche se più bassa sull’orizzonte e meno luminosa; dal Nord invece non sarà visibile.

Non è fra i veicoli spaziali più grandi, rispetto ad altri che in passato hanno subito lo stesso destino; se di sicuro nell’impatto con l’atmosfera andrà in pezzi, è possibile che alcuni frammenti possano arrivare a terra, ad esempio quelli costruiti con materiali più robusti come il titanio. Dove la caduta di questi oggetti possa avvenire al momento è impossibile da prevedere.

L’impatto nell’atmosfera dovrebbe avvenire quando il veicolo sarà alla quota di 120 chilometri: “Sarà difficile inquadrare quel momento con i radar – ha spiegato Claudio Portelli, dell’ufficio Space Situational Awareness dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) – e da allora resteranno 45 minuti per calcolare il punto in cui avverrà il rientro”.