Rinnovato il contratto integrativo delle coop sociali

Dopo la disdetta delle Centrali. Stabilite tutele agli interinali se cambia l'appalto. La soddisfazione di Confcooperative e Legacoop

REGGIO EMILIA – Si chiude la vertenza per il rinnovo del contratto integrativo provinciale di Reggio Emilia delle cooperative sociali dei settori socio-sanitario, assistenziale, educativo e di inserimento lavorativo. Dopo la disdetta unilaterale dell’accordo da parte delle centrali cooperative, Confcooperative e Legacoop, lo scorso 28 settembre 2017, due giorni fa l’intesa e’ stata rinnovata con il consenso dei lavoratori.

“Abbiamo riconquistato il contratto dopo la disdetta unilaterale – sottolineano i sindacati Fp-Cgil, Fisascat Cisl, Cisl Fp e Uil Fpl – dopo un percorso di mobilitazione che ha portato alla riapertura del tavolo di confronto prima e alla sottoscrizione definitiva dell’accordo poi”.

Tra le novita’ del nuovo contratto, che interessa oltre 5.000 operatori reggiani, il fatto che ha validita’ retroattiva dall’1 gennaio di quest’anno e che estende la propria applicazione anche ai lavoratori interinali impiegati nel settore. Viene inoltre stabilita la polizza kasko e il rimborso chilometrico in caso di utilizzo del mezzo proprio per ragioni di servizio. Altro punto rilevante riguarda le “regole” da applicare in caso di cambio appalto, con la comunicazione degli obblighi spettanti sia all’azienda cessante che a quella subentrante e il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali a garanzia della piena applicazione delle normative previste.

Per quanto riguarda la parte economica, il cosiddetto Ert (elemento retributivo territoriale, cioe’ una sorta di premio di produttivita’ annuale) che e’ stato oggetto di un lungo confronto, “si riconferma come elemento economico piu’ alto della regione Emilia-Romagna e sono state previste delle clausole di salvaguardia per le cooperative che certificano uno stato di difficolta’ economica o finanziaria”, evidenziano i sindacati.

Le organizzazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil, ribadiscono quindi “l’importanza della contrattazione come strumento per migliorare le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori, che riconosce alle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative la piena titolarita’ della rappresentanza”.

La soddisfazione di Confcooperative e Legacoop
Confcooperative Reggio Emilia e Legacoop Emilia Ovest esprimono soddisfazione per l’Accordo integrativo provinciale delle cooperative sociale siglato da Cgil, Cisl Uil e dalla due centrali cooperative. “Riteniamo che sia un ottimo accordo – spiegano i dirigenti di Confcooperative e Legacoop – e sicuramente uno dei migliori a livello nazionale sia per i contenuti economici che per gli aspetti normativi. Questa è la testimonianza che le relazioni sindacali nella nostra provincia nel settore della cooperazione sociale sono caratterizzati da un grande rispetto e responsabilità”.

“L’intesa sottoscritta – proseguono le due centrali cooperative – conferma che la scelta di Confcooperative e Legacoop di disdire il vecchio accordo in scadenza il 31 dicembre 2017 non era un atto ostile. Il nuovo accordo territoriale, infatti, ha riformulato o chiarito, migliorandogli, diversi aspetti normativi”.  “Per la parte economica – sottolineano Confcooperative e Legacoop – sono stati ridefiniti i parametri per il calcolo dell’elemento retributivo territoriale (ERT) con un risultato che riteniamo positivo: il valore massimo dell’ ERT per il 2018 è fissato a 500 euro annui, riferito alle lavoratrici e lavoratori inquadrati al livello C1”.

“Anche questo – spiegano le due centrali cooeprative – conferma che le cooperative sociali aderenti a Confcooperative e Legaccop hanno inteso valorizzare l’impegno e la professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori, visto che parliamo di un valore dell’Ert che non ha riscontro in nessun’altra realtà italiana”. Positivo – secondo le centrali cooperative – è anche parte dell’accordo che riguarda i soggetti svantaggiati delle cooperative di inserimento lavorativo”.

“Ci sembra poi significativa – osservano Confcooperative e Legacoop – la valutazione comune delle parti firmatarie che l’efficacia e la crescita dell’accordo sottoscritto trovino come condizione importante e non secondaria il coerente comportamento della pubblica amministrazione sui termini di affidamento dei servizi e sul rispetto del costo del lavoro sociosanitario”.

“La cooperazione sociale – concludono le due organizzazioni – con questo accordo ha fatto la sua parte: auspichiamo che tutti i suoi interlocutori siano consapevoli del ruolo che questo settore ha nelle politiche del welfare e che si impegnino per un mercato trasparente e per garantire la qualità del servizio e del lavoro, abbandonando la politica del massimo ribasso”.